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Covid, Del Conte: 'nuova mappa lavoro con green, digital e alte competenze'

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Nell’era post-Covid spariranno i posti di lavoro legati a mansioni "routinarie", sostituiti da robot e IA, ma si apriranno "praterie" di nuove opportunità per lavori “a più alto valore di competenze”. Così con l’Adnkronos Maurizio Del Conte, professore di diritto del Lavoro all’università Bocconi, tratteggia lo scenario del mercato del lavoro che emergerà dopo la pandemia.

“Il Covid - sottolinea l’ex presidente Anpal - ha impresso una straordinaria accelerazione nel processo di trasformazione del mercato del lavoro. Il nostro paese ha risentito più di altri di questa accelerazione semplicemente perché eravamo rimasti indietro nella transizione digitale e ambientale, che r appresenteranno l'orizzonte dello sviluppo economico e sociale del prossimo decennio”. In prospettiva, osserva, “si bruceranno posti di lavoro nelle attività routinarie, con lavoratori sostituiti dai robot nelle fabbriche e dai sistemi di intelligenza artificiale nei servizi. Ma si apriranno praterie per nuovi lavori a più alto valore di competenze”.

E aggiunge: “settori tradizionali come la grande distribuzione, il manifatturiero, la logistica, la sanità, i servizi del welfare, della cultura e dell'intrattenimento stanno cambiando radicalmente i paradigmi organizzativi, richiedendo competenze nuove e più sofisticate”.

Quello che si prefigura sarebbe “uno scenario occupazionale a due facce: da un lato una grave emorragia di posti di lavoro legati alle imprese che non sono state in grado di riconvertirsi alle nuove tendenze del mercato; dall'altro nuove opportunità di lavoro in quei settori che, paradossalmente, usciranno rafforzati dalla crisi Covid”. Perciò, spiega il giuslavorista già ideologo del jobs Act del governo Renzi, “è fondamentale accompagnare chi ha perso il lavoro in percorsi integrati di riqualificazione professionale e inserimento lavorativo guidati dalla domanda. Per raggiungere questo risultato occorre ribaltare la prospettiva tradizionale dei sussidi che, da semplici ammortizzatori sociali, devono trasformarsi in motori della riconversione professionale”.

Come accade in molti altri paesi europei, osserva, “ ogni forma di sostegno al reddito per chi ha perso il lavoro dovrà essere erogata in funzione dell'impegno personale nei percorsi di riattivazione. Perciò, conclude, “occorre varare in tempi brevissimi un piano nazionale di rafforzamento qualitativo e quantitativo dei servizi per il lavoro, in linea con i migliori standard europei”.