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Covid dilaga nelle carceri Usa: quasi 200mila casi e 1500 morti tra i detenuti

Giulia Belardelli
·Giornalista, HuffPost
·2 minuto per la lettura
(Photo: PeopleImages via Getty Images)
(Photo: PeopleImages via Getty Images)

“L’America sta lasciando che il coronavirus dilaghi nelle carceri: un doppio fallimento, sia morale sia di salute pubblica”. È la dura sentenza del New York Times sugli ultimi dati relativi alla diffusione del virus nelle prigioni statunitensi. Secondo il Progetto Marshall, che da marzo monitora questi numeri, al 17 novembre almeno 197.659 persone in carcere si sono ammalate di Covid-19, un aumento dell′8% rispetto alla settimana precedente (+13.657 nuovi casi). I morti per Covid nelle carceri sono 1.454.

Le nuove infezioni nella settimana del 17 novembre hanno raggiunto il livello più alto dall’inizio della pandemia, dopo un brusco aumento la settimana precedente. I nuovi picchi hanno superato di gran lunga il record precedente all’inizio di agosto. Il Michigan, il Wisconsin e il sistema carcerario federale hanno visto più di 1.000 prigionieri positivi al test. I casi segnalati hanno raggiunto il picco per la prima volta dalla fine di aprile, quando Stati come Michigan, Ohio, Tennessee e Texas hanno iniziato i test di massa sui prigionieri.

Con l’arrivo dell’inverno, la situazione rischia di diventare ancora più cupa, mentre il virus continua a imperversare da est a ovest: gli Usa restano il Paese più colpito in termini assoluti, con oltre 12 milioni di casi e quasi 256 mila morti; seguono l’India e il Brasile. Nelle ultime 24 ore - secondo i dati della Johns Hopkins University - gli Stati Uniti hanno registrato 177.552 nuovi contagi e 1.448 decessi legati a Covid-19.

“Mentre gli americani sono alle prese con come - o se - riunirsi con i propri cari durante le festività natalizie, i circa due milioni di detenuti nelle carceri nazionali affrontano una sfida ancora più cupa: come rimanere vivi all’interno di un sistema devastato dalla pandemia di coronavirus”, scrive il Times.

Il sistema penale americano è un perfetto...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.