Italia markets closed
  • Dow Jones

    31.230,02
    +41,64 (+0,13%)
     
  • Nasdaq

    13.537,75
    +80,50 (+0,60%)
     
  • Nikkei 225

    28.756,86
    +233,60 (+0,82%)
     
  • EUR/USD

    1,2161
    +0,0046 (+0,38%)
     
  • BTC-EUR

    26.631,82
    -2.218,83 (-7,69%)
     
  • CMC Crypto 200

    641,86
    -38,04 (-5,60%)
     
  • HANG SENG

    29.927,76
    -34,71 (-0,12%)
     
  • S&P 500

    3.858,09
    +6,24 (+0,16%)
     

Covid, direttore OffOff Theatre: "Vaccini a teatro? é assurdo"

webinfo@adnkronos.com
·1 minuto per la lettura

"Con tutto il rispetto per la virologa Capua, usare teatri e cinema per somministrare vaccini anti Covid, è una grande assurdità". E' quanto scrive in una nota il direttore artistico dell’OffOff Theatre di Roma, Silvano Spada, in merito alla proposta della virologa Ilaria Capua di utilizzare cinema e teatri per le vaccinazioni. "Non perché i teatri e i cinema siano sacri come le chiese e perché, al bisogno, tutti non si debba dare civilmente il nostro contributo - spiega ancora - ma perché, con più praticità, si dovrebbe pensare in primis a caserme, conventi, seminari, uffici e altre strutture al momento inutilizzate".

"La considerazione è in virtù del fatto che questi, oltre ad essere stabilmente vuoti, sarebbero più facilmente attrezzabili - consiglia Silvano Spada- Per i congelatori basterebbe richiedere opportuni aumenti di potenza e controlli per gli impianti. La gestione della situazione Covid, al di là della gravità del fenomeno, mi sembra stia mutando in una sorta di circo, con domatori da un lato e acrobati spericolati e pagliacci dall’altro".

"Oltretutto, in quest’ottica, si dà per scontato che i teatri e i cinema rimangano chiusi fino alla distribuzione dei vaccini - commenta ancora Silvano Spada- eventualità per il settore non considerabile, oltre che socialmente, culturalmente ed economicamente non auspicabile, se non altro, a tutela della gran massa di lavoratori legati alla categoria e purtroppo, ancora oggi fortemente penalizzati".

"Per il resto - continua - è desolante constatare come non si riesca a capire che i teatri e i cinema, insieme alle biblioteche e ai musei, rappresentino un altro tipo di vaccino fondamentale, quello contro un’altra gravissima malattia che si sta diffondendo altrettanto rapidamente. Quella dell’ignoranza, più grave se ammantata di sicumera”.