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Covid, Fauci le chiavi di Sciacca: "Grazie ai miei nonni ho fatto il medico"

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·3 minuto per la lettura

"Sono emozionato, onorato e profondamente commosso nell'accettare le chiavi della città di Sciacca in nome dei miei nonni paterni Antonino Stefano e Calogera Fauci". Lo scrive l'immunologo e consigliere scientifico della Casa Bianca Anthony Fauci nel testo, pubblicato dal 'Corriere della sera', dell'intervento che terrà il 22 aprile quando inaugurerà, in collegamento video, il ventitreesimo congresso nazionale, online, della Siaip, Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica, presieduta da Gian Luigi Marseglia, direttore della clinica pediatrica al San Matteo di Pavia. Nell'occasione, verranno consegnate a Fauci, sempre virtualmente, le chiavi di Sciacca, la cittadina nell'agrigentino di cui è originaria la sua famiglia.

"All'inizio del ventesimo secolo - ricorda Fauci - loro e i miei nonni materni immigrarono a New York via Ellis Island, ed è così che sono nato e poi cresciuto a Brooklyn, New York. Nella mia esperienza, molti immigrati italoamericani erano imbevuti dello spirito di gratitudine trasmesso dai nonni ai genitori e ai nipoti. Questo spirito era l'amore per il loro nuovo Paese, l'America, e il desiderio di restituirgli qualcosa. Questo è stato certamente lo spirito instillato in me, originato da mio nonno, trasmesso a mio padre e da lui a me".

"Il mio modo di contraccambiare - sottolinea Fauci - è stato quello di scegliere il servizio pubblico. Ho deciso di diventare medico visto che ero bravo nelle scienze, ma volevo anche interagire con le persone. Lavorando al National Institute of Health potevo continuare a vedere i pazienti oltre a condurre ricerca medica. Nel 1984 sono diventato direttore dell'istituto e da allora - ricorda l'immunologo - ho avuto l'ulteriore privilegio di aiutare a guidare la risposta biomedica alle crisi sanitarie globali emergenti come Hiv, la pandemia influenzale, Ebola, Zica e ora Covid-19".

"Essendo da poco entrati nel secondo anno di questa storica pandemia di Covid-19, siamo tutti comprensibilmente esausti e desiderosi di mettere fine alle sofferenze, alle tragiche morti e alle restrizioni che la pandemia ha imposto alle nostre vite. Straordinariamente - rileva Fauci - abbiamo diversi vaccini contro il Covid-19 che in tempo record hanno dimostrato grande efficacia fornendo la speranza di avere in mano gli strumenti per sconfiggere la Sars-Cov-2".

"Nonostante i vaccini siano essenziali per raggiungere questo scopo, ovviamente - sottolinea l'immunologo - non possiamo considerarli l'unica via d'uscita da questa pandemia. Sarà necessaria una strategia su due fronti: vaccinare quante più persone possibili nel minor tempo, continuando allo stesso tempo a seguire con costanza le misure di prevenzione della salute pubblica fin quando non avremo la meglio su questo virus. Possiamo porre fine a questa pandemia e lo faremo. Ma quanto presto possiamo ottenere questo risultato - ricorda il consigliere della Casa Bianca - dipende dall'impegno di ciascuno di noi nell'essere parte della soluzione".

"Quindi grazie ancora per questo straordinario onore delle chiavi della città di Sciacca - conclude l'immunologo - che conserverò sempre come omaggio ai miei nonni paterni. Davvero non vedo l'ora di poter visitare Sciacca, quando la pandemia sarà finita".

L'invito al congresso italiano è venuto direttamente dal professor Marseglia, fra le autorità italiane in campo pediatrico, che spiega sul 'Corriere della Sera': "La Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica raccoglie oltre duemila pediatri. Molti sono giovani in cui crediamo molto e che sosteniamo con borse di studio. Con il Covid abbiamo un ruolo scientifico primario, visto che è una malattia che colpisce proprio il sistema immunitario. Per questo - conclude Marseglia -abbiamo pensato a un intervento di rilievo come quello di Anthony Fauci".