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Covid, Fauci: "Spero al sicuro prima del Natale 2021"

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

“Gli scienziati stanno facendo un lavoro straordinario, ma potremo dirci al sicuro, spero, prima del Natale 2021”. Lo dice a Repubblica il virologo Anthony Fauci, 79 anni, capo dell'Istituto nazionale americano per la prevenzione delle malattie infettive, secondo cui “un vaccino efficace potrebbe esserci già tra fine novembre e dicembre. Ma non sarà distribuito prima dell’anno dopo”.

"È vero - spiega Fauci - che gli studi sono a ottimo punto. Cinque vaccini supportati dagli Stati Uniti sono nella fase finale della sperimentazione e già due stanno dando ottimi risultati. Entro la fine del 2020 avremo risposte precise e in previsione di quei risultati positivi si stanno già producendo dosi. Sì, forse sarà possibile vaccinare qualcuno prima di fine anno. Ma per i grandi numeri c'è da aspettare. Se avremo un vaccino efficace entro dicembre, saremo in grado di distribuire le prime dosi a inizio 2021, ma non basterà per tutti prima di marzo-aprile".

“Quasi certamente servirà poi un richiamo il mese dopo - prosegue il virologo -. E comunque i primi a riceverle saranno le categorie più a rischio, operatori sanitari e anziani. E soprattutto: è sbagliato creare troppe aspettative. A furia di annunciare vaccini dietro l'angolo rischiamo di deludere la gente. Se creiamo diffidenza meno persone saranno disposte a prenderlo. Dobbiamo fare le cose coi tempi giusti, perseverando con mascherine e distanziamento sociale almeno fin dopo la prossima estate. Sono cautamente ottimista sull'autunno: potremo finalmente viaggiare. Ne approfitterò per tornare a visitare l'Italia”.

"Non sappiamo se il vaccino sarà efficace al 100 per cento – ammette Fauci -. E poi la sperimentazione dei vaccini per bambini inizierà solo quando avremo dati certi sull'efficacia di quello per adulti. Inoltre, non lo vorranno prendere tutti, mentre solo con un 75/80 per cento di vaccinati, possiamo aspettarci buoni risultati. Non ci saranno ritardi, ma nemmeno scorciatoie. Non potremo dirci immuni se resteranno focolai nel mondo. Ci sono piani per produrre milioni di dosi, affinché a giovarne non siano solo i paesi ricchi. Organismi come Gavi Alliance, Bill e Melinda Gates Foundation e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità stanno lavorando in tal senso".