Italia markets closed
  • FTSE MIB

    22.088,36
    -340,57 (-1,52%)
     
  • Dow Jones

    30.996,98
    -179,03 (-0,57%)
     
  • Nasdaq

    13.543,06
    +12,15 (+0,09%)
     
  • Nikkei 225

    28.631,45
    -125,41 (-0,44%)
     
  • Petrolio

    52,08
    -1,05 (-1,98%)
     
  • BTC-EUR

    27.571,71
    +2.514,28 (+10,03%)
     
  • CMC Crypto 200

    663,17
    +53,18 (+8,72%)
     
  • Oro

    1.853,30
    -12,60 (-0,68%)
     
  • EUR/USD

    1,2173
    0,0000 (-0,00%)
     
  • S&P 500

    3.841,47
    -11,60 (-0,30%)
     
  • HANG SENG

    29.447,85
    -479,91 (-1,60%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.602,41
    -15,94 (-0,44%)
     
  • EUR/GBP

    0,8891
    +0,0032 (+0,36%)
     
  • EUR/CHF

    1,0774
    +0,0008 (+0,07%)
     
  • EUR/CAD

    1,5486
    +0,0110 (+0,72%)
     

Covid: Fondazione Gimbe, serrata di Natale inevitabile per arginare la terza ondata

Valeria Panigada
·1 minuto per la lettura

La serrata di natale, con nuove restrizioni in tutta Italia, sarà inevitabile secondo la Fondazione GIMBE se si vuole arginare la terza ondata di coronavirus in Italia. "La serrata di Natale è l’unica possibilità per non affacciarsi al nuovo anno con ospedali ancora saturi e servizi sanitari che rischiano di andare in tilt per la coincidenza tra riapertura delle scuole, picco dell’influenza e avvio della campagna di vaccinazione anti-Covid - sostiene Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE - Non è più il tempo di giocare con i colori disorientando la popolazione, ormai stremata psicologicamente ed economicamente dal continuo e imprevedibile tira e molla sino all’ultimo minuto: Governo e Regioni non possono limitarsi a temere la terza ondata, devono arginarla". Il monitoraggio della Fondazione nella stetimana 9-15 dicembre conferma un rallentamento della crescita dei nuovi casi di coronavirus nel paese. Cala anche la pressione sugli ospedali, anche se le terapie intensive rimangono sopra la soglia di saturazione in 14 regioni. Secondo la Fondazione, inoltre, la netta riduzione di oltre 88 mila casi testati (-16,1%) e il rapporto positivi/casi testati stabile finiscono per sovrastimare gli effetti delle misure di mitigazione. La riduzione dell’attività di testing viene infatti registrata in tutte le regioni, eccetto Veneto e Valle d’Aosta. "Sicuramente le misure restrittive introdotte dal DPCM 3 novembre 2020 hanno frenato la diffusione del contagio – continua il presidente – ma la lenta e irregolare discesa della curva, unita ad un rapporto positivi/casi testati stabile da tre settimane, suggeriscono che le misure di mitigazione abbiano ormai dato il massimo risultato e ora, con le progressive riaperture, verosimilmente la curva prima rallenterà la sua discesa per poi tornare inesorabilmente a salire".