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Covid, le Regioni al Governo: "Considerare solo cinque indicatori"

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(Photo by Stefano Guidi/Getty Images)
(Photo by Stefano Guidi/Getty Images)

Sono "inadeguati" e quindi "da rivedere" i parametri per definire il rischio di contagio nelle regioni italiane. E' quanto emerso nella Conferenza delle Regioni riunita oggi, che propone al Governo l'adozione di cinque indicatori specifici (rispetto ai 21 attuali).

I cinque indicatori sono: la percentuale di tamponi positivi escludendo tutte le attività di screening e re-testing degli stessi soggetti, un Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata Iss, il tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva per pazienti Covid e quello dei posti letto totali per pazienti-Covid oltre alla possibilità di garantire adeguate risorse per contact-tracing, isolamento e quarantena e il numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing.

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Spiega Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia-Giulia, che ha chiesto e ottenuto in giornata la riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni: "Potremo finalmente confrontarci sui criteri applicati dal Comitato tecnico scientifico rispetto ai dati forniti a livello regionale - dice -. E’ un atto dovuto per chiarezza nei confronti dei cittadini e delle imprese della mia regione".

Dal 20 novembre le prime Regioni a essere sottoposte a nuova valutazione saranno anche le prime a essere state dichiarate rosse: Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle d'Aosta ed Alto Adige (Provincia autonoma). La pressione delle categorie produttive - specie ristoratori e commercianti - sui presidenti di Regioni si stanno facendo sempre più forti affinché si agisca sul governo per fargli allentare il più presto possibile la stretta anti-Covid. Si conta di ottenere cambiamenti di fascia dal ministero della Salute anche prima del nuovo Dpcm che dopo il 3 dicembre definirà le regole per le feste natalizie (e per i consumi ad esse connessi).

Ma il meccanismo a tre colori ideato dall'esecutivo con l'ultimo Dpcm prevede dei tempi ben precisi, che il ministro della Salute Roberto Speranza sembra intenzionato a far rispettare senza deroghe. La sottosegretaria Sandra Zampa conferma che l'obiettivo del governo è proseguire "con il modello "delle tre fasce, rossa, arancione e gialla", mentre viene di nuovo escluso un lockdown totale come quello varato in Austria.

Di fronte a un primo, timido ammorbidimento della curva epidemica non è il momento di mollare la presa, si ragiona nell'esecutivo e nel Comitato tecnico scientifico, soprattutto se si vuole avere qualche possibilità di allentamento del rigore a Natale. Dibattito sulle feste, il cenone e il veglione che peraltro al momento Speranza definisce "lunare".

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