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Zona rossa Campania, De Luca: "Da alcune Regioni dati clamorosamente falsi"

webinfo@adnkronos.com
·3 minuto per la lettura

"In Italia ci troviamo di fronte a dati che sono clamorosamente falsati". Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso di una diretta Facebook sull'emergenza coronavirus. "Ci sono Regioni - ha aggiunto De Luca - che trasmettono un dato inverosimile di posti di terapia intensiva per far abbassare la percentuale dei ricoverati in terapia intensiva. Nelle prossime settimane sarà chiaro che la Campania è una delle pochissime Regioni che ha trasmesso dati veri". De Luca ha poi spiegato di aver chiesto "al Ministero della Salute qual è il dato reale delle terapie intensive disponibili, non quelle comunicate, e qual è la differenziazione tra i tamponi che si fanno. Vi erano Regioni d'Italia che per settimane ci hanno detto che facevano 20mila, 50mila, 100mila test, poi improvvisamente sono scese. Oggi la Campania è fra le due o tre che fanno più test, veri, al giorno. Test molecolari veri, non test truffa".

Per De Luca, "si va concludendo una campagna di aggressione politico mediatica contro la nostra regione. Nel corso di un mese e mezzo è stata messa in piedi una campagna di aggressione che aveva un obiettivo, spostare l'attenzione dell'Italia dalle regioni del Centro Nord, in grande difficoltà e senza alibi, sulla Campana e su Napoli per dirottare l'attenzione politica". Secondo il governatore, "le campagne di aggressione hanno fatto leva sulla falsificazione consapevole dei dati". E ancora: "Abbiamo capito tutti quanti a quali zone rispondono anche le zone. Ci sono regioni che dovrebbero uscire dal rosso avendo 4 o 5 volte più ricoveri in terapia intensiva della Campania", ha puntato il dito il governatore. "A noi - ha aggiunto De Luca - va bene la linea del rigore. Quello che non va bene è la speculazione politica sulle zone, ma per quel che mi riguarda più rigore c'è, meglio è. Noi dobbiamo essere più attenti di tutti".

"In Campania durante la seconda ondata dell'epidemia nessuno è stato messo sui materassini a terra, come mi è capitato di vedere per qualche realtà del Nord", ha accusato ancora il governatore. "In Campania - ha aggiunto De Luca - non si sono aperti luoghi di ricovero nelle palestre, nei palazzetti dello sport, nelle sagrestie o nelle chiese. Pur in un contesto di grande difficoltà, abbiamo accolto ospitato e curato con dignità tutti. Quando qualcuno ha aspettato in macchina un'ora, doveva aspettare in macchina perché non c'erano alternative migliori. Ma quando da noi c'erano 5 macchine in fila, altrove ce n'erano 50. Ma queste cose - ha sottolineato - non le saprete".

"I dati incoraggianti che leggiamo oggi sono il frutto delle nostre scelte, non delle misure del Governo", ha poi affermato il presidente della Regione Campania spiegando in diretta che la percentuale tra tamponi positivi e tamponi processati oggi si assesta, come nei giorni scorsi, sul 9%. "Questi risultati - ha aggiunto De Luca - sono il frutto della chiusura anticipata delle scuole, del filtro che abbiamo fatto in estate per chi veniva dall'estero e di tutte le ordinanze di maggior rigore che abbiamo adottato. Sicuramente non sono il frutto delle misure del Governo, anche perché la zona rossa è un'operazione solo propagandistica perché poi è aperto tutto, tranne i negozi di abbigliamento per adulto e di calzature, per i quali mi pare intollerabile che ci siano queste chiusure. Questi dati incoraggianti sono il risultato di quelle decisioni rigorose che abbiamo preso".

"Abbiamo criticato il Governo per il livello di confusione, divisione e caos informativo che si è determinato. La nostra proposta era chiudere tutto a ottobre, oggi staremmo molto più tranquilli In queste ore il Governo sta prendendo delle decisioni di rigore. Per una ragione di onestà intellettuale, devo dire che in questo caso condivido appieno le misure del Governo, a cominciare dalla limitazione negli spostamenti fra regioni e comuni", ha detto ancora De Luca, anticipando che "in Campania nel periodo festivo sarà vietato anche andare nelle seconde case".