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Covid, lunghe file per i tamponi: cosa succede

webinfo@adnkronos.com
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"Ci arrivano lamentale forti per le code chilometriche e le lunghe attese per i tamponi 'drive-in'. I cittadini sono stanchi e hanno perfettamente ragione. Credo che il ministro della Salute Roberto Speranza, e gli assessori regionali alla Sanità, dovrebbero darsi una mossa. Servono più energie e risorse per dare una risposta efficace in questo senso. Così anche per i tamponi si creeranno le lista d'attesa che già ci sono in sanità per altre prestazioni. Non è proprio il caso". Lo denuncia all'Adnkronos Salute Rosario Trefiletti, presidente del Centro consumatori Italia, che lancia un appello al Governo: "Deve esserci un intervento a livello nazionale".

Il Governo "dovrebbe ringraziare i cittadini che si mettono in coda perché è la dimostrazione di un alto senso di responsabilità verso se stessi e il prossimo - prosegue Trefiletti - più tamponi si fanno, più positivi asintomatici si intercettano. Davvero dovremmo dire grazie a chi si fa 10-12 ore di fila in un 'drive-in' magari anche con i figli".

"Si fanno troppi tamponi inutili e questo sta mettendo in crisi il sistema, ecco perché i drive-in sono affollati", spiega all'Adnkronos Salute Pierluigi Bartoletti, responsabile delle Uscar del Lazio, i team di medici e infermieri che operano nei drive-in e sul territorio. "Stiamo facendo uno sforzo enorme nel Lazio, ma ora occorre più razionalità - aggiunge - non si può andare dal medico di famiglia e chiedere un test se non ci sono le condizioni. Così diventa una corsa che genera solo test non appropriati; i cittadini devono fidarsi di quello che dice il medico: se non serve il tampone non devono farlo". Sull'ipotesi di mettere in campo altre forze, come l'Esercito o la Protezione civile, Bartoletti è scettico: "Non serve aumentare l'offerta ma occorre gestire al meglio i servizi sul territorio, se li razionalizziamo meglio il sistema non va in sofferenza".

"Noi oggi abbiamo 220 team che operano nei drive-in e sul territorio, la prossima settimana, viste le esigenze, dovremmo arrivare a 500 - precisa Bartoletti, anche segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) Lazio - Ma se i casi continuano ad aumentare, forse non basteranno". La Regione Lazio ha potenziato la rete dei 'drive-in', viste le code chilometriche che si sono registrate nei giorni scorsi, e lanciato anche il servizio di prenotazione online dei tamponi che parte oggi. Inoltre l'assessorato regionale alla Sanità ha aperto a 60 laboratori privati la possibilità di somministrare i tamponi rapidi, e sono già stati eseguiti 12 mila test.

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