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Covid, montagna: 60% di disdette fino all'Epifania

·2 minuto per la lettura
REUTERS/Giuliano Berti
REUTERS/Giuliano Berti

"La stima è del 60% di disdette di prenotazioni che erano state fatte nei territori montani alpini e appenninici fino all'Epifania". A rivelare il dato preoccupante per operatori turistici, albergatori e ristoratori è Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, Unione dei Comuni montani.

"Siamo preoccupati - ha proseguito Bussone - perché il danno dell'inverno 2021-2022 è peggiore di un anno fa. Nel dicembre 2020 gli albergatori e i ristoratori sapevano che sarebbero rimasti con numeri ridotti. Quest'anno no e quanto previsto, anche come magazzino di prodotti, a novembre 2021, oggi è impossibile da ammortizzare". 

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A preoccupare non sono tanto i possibili contagi, quanto il danno economico dovuto alle disdette: "Sappiamo che la montagna, gli spazi aperti e anche lo sci, le attività su pista, su neve e su ghiaccio, con mascherina e altre protezioni imposte dalle normative, sono meno contagiose rispetto ad altre situazioni dove si concentrano molte persone", fa sapere Bussone che sottolinea l'importanza di un intervento politico.

"Il dato economico, con una decrescita improvvisa dettata da disdette e mancanza di prenotazioni, dall'impossibilità di arrivare dall'estero, richiede, anche su istanza in queste ore delle organizzazioni di categoria, un impegno forte politico. Devono agire Governo e Parlamento, con le Regioni".

Una situazione difficile e improvvisa che potrebbe portare a istituire dei fondi di supporto: "Nessuno può escludere che serviranno dei ristori. Oppure l'attivazione di specifici fondi di rotazione per le imprese turistiche. Lo capiremo nelle prossime settimane. L'incertezza per ora domina tra tutti, compresi ovviamente i sindaci. Siamo inermi di fronte a questa quarta ondata", ha concluso il Presidente nazionale Uncem. 

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