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Covid Napoli, allarme dei medici di base: "Noi in prima linea senza barriere"

webinfo@adnkronos.com
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"Sono giorni difficili. Siamo presi d'assalto dalle richieste dei pazienti. E siamo anche preoccupati per il rischio che le patologie non Covid vengano trascurate. Come tutte le strutture sanitarie, i nostri ambulatori devono assorbire l'onda d'urto della pressione degli assistiti ma, a differenza degli altri, i nostri studi non hanno barriere, come accade negli ospedali o nelle cliniche universitarie". Luigi Sparano, segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) di Napoli racconta le difficoltà dei medici di famiglia partenopei che si trovano ad affrontare una fase acuta della pandemia con la consapevolezza dei rischi personali. "Da settembre abbiamo avuto 3 colleghi morti per Covid", dice all'Adnkronos Salute.

"Per accedere in una struttura ospedaliera - spiega - ci deve essere una condizione di urgenza e si deve effetture un esame diagnostico. Da noi non è così. Siamo pressati da richieste della popolazione che possono essere concrete, improprie o anche legate a uno stato di agitazione dei pazienti che non si sentono sereni in questo periodo".

In questi giorni, "sono 'esplose' le richieste di qualsiasi tipo - continua - sia per semplici consigli sia per le richieste di test sierologici, molecolari ma anche per certificazioni di vario tipo, come per la chiusura di quarantene fiduciarie ecc. Abbiamo tanti pazienti che restano a lungo in attesa della liberazione della quarantena da parte dei Dipartimenti perché ci sono ritardi legati al gran numero di assistiti interessati. Ed anche in questi casi ci chiamano per avere informazioni". "E' un momento di grande pressione. E dobbiamo mantenere la lucidità, che è fondamentale per noi", conclude.