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Covid, Oms: forte crescita contagi e morti nel mondo in 7 giorni

·5 minuto per la lettura

Continua a crescere il numero di contagi da coronavirus registrati in una settimana nel mondo. "Se queste tendenze continuano - ribadisce l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel suo bollettino - si prevede che nelle prossime 2 settimane il numero cumulativo di casi segnalati a livello globale" da inizio pandemia "potrebbe superare i 200 milioni". In questo momento siamo a quota 194 milioni. E negli ultimi 7 giorni, dal 19 al 25 luglio, il trend si è confermato ancora una volta in salita, segnala l'Oms: i casi settimanali sono stati oltre 3,8 milioni, l'8% in più rispetto alla settimana precedente. E questa settimana è aumentato notevolmente nel mondo il numero di decessi Covid segnalati: sono stati oltre 69mila, in salita del 21% rispetto alla settimana precedente (il totale dei morti da inizio pandemia è sopra i 4 milioni).

In media si viaggia al ritmo di circa 540mila casi al giorno, rispetto ai 490mila casi quotidiani segnalati la settimana precedente. Questa tendenza all'aumento è in gran parte attribuita a significative crescite dei contagi che si stanno verificando nella regione delle Americhe e nella regione del Pacifico occidentale (rispettivamente +30% e +25%).

La terza regione Oms che ha riportato un aumento dei casi è il Sudest asiatico, ma a un tasso più basso rispetto alla settimana precedente.

Il numero di morti è aumentato in tutte le regioni ad eccezione della regione Europea, dove questo dato e quello dei contagi sono rimasti simili alla settimana precedente: oltre 1 milione di casi e 7.500 decessi segnalati. Ma l'Europa resta fra le aree con i più alti tassi di incidenza settimanale dei casi per 100mila abitanti (108,3 nuovi casi ogni 100mila), insieme alle Americhe (123,3/100mila). Il numero più alto di nuovi contagi in valore assoluto è stato segnalato da Stati Uniti (oltre 500mila, +131%), Brasile (oltre 324mila, +13%), Indonesia (289mila, -17%), Regno Unito (oltre 282mila, -5%) e India (oltre 265mila nuovi casi, simile alla settimana precedente).

Stringendo l'obiettivo sulla regione Europea, il secondo numero più alto di nuovi casi settimanali - dopo il Regno Unito - è stato segnalato dalla Russia (oltre 168mila, simile alla settimana precedente); segue la Francia (oltre 117mila, +178%). Mentre il dato più alto di vittime registrate in una settimana è quello della Russia (5.455 nuovi decessi, +1%), seguita a distanza da Regno unito (447, +57%) e Turchia (391, +32%).

Nella scorsa settimana, dal 19 al 25 luglio, sono saliti a quota 132 i Paesi, territori o aree che hanno segnalato casi della variante Delta del coronavirus Sars-CoV-2, identificata per la prima volta in India. Sono 8 in più rispetto alla settimana precedente, riferisce ancora l'Organizzazione mondiale della sanità nel suo report.

Mentre 2 in più sono i Paesi che hanno segnalato casi di variante Alfa, identificata originariamente in Uk (182 in tutto). Anche la variante Beta (originariamente rilevata in Sudafrica) è presente in 2 nuovi Paesi, in totale 131. E sono 81 (3 in più) i Paesi che hanno segnalato casi della variante Gamma (identificata per la prima volta in Brasile).

Nel suo focus dedicato alle varianti, l'Oms ribadisce l'importanza della cautela nei "viaggi internazionali non essenziali. Mentre i Paesi li riprendono gradualmente - avverte - l'introduzione di misure di mitigazione del rischio con l'obiettivo di ridurre l'esportazione, l'importazione e la trasmissione successiva del virus, associate ai questi spostamenti, dovrebbe basarsi su valutazioni approfondite dei rischi condotte in modo sistematico".

"C'è una diffusa preoccupazione che i vaccini Covid attualmente disponibili possano aver ridotto la loro efficacia - misurata nel mondo reale - contro le 4 varianti di Sars-CoV-2 designate come di preoccupazione dall'Organizzazione mondiale della sanità". Timori che negli ultimi giorni si sono concentrati in particolare sulla variante Delta, in ascesa nel mondo. Ne è consapevole l'Oms, che nel suo report settimanale pubblica un focus proprio sui dati disponibili in contesti reali di popolazione, compreso quelli relativi alle varianti. "I risultati di diversi studi che valutano l'efficacia nel mondo reale di due vaccini, Vaxzevria di AstraZeneca e Comirnaty di Pfizer/BioNTech, contro la malattia sintomatica e l'infezione tendono ad essere inferiori per la variante altamente trasmissibile Delta rispetto alla variante Alfa. Tuttavia, questa differenza è ridotta oppure non osservata dopo la seconda dose e per gli esiti gravi di Covid", chiarisce l'agenzia Onu per la salute.

Sono comunque "necessari ulteriori studi" in contesti reali di popolazione "sull'efficacia dei vaccini - in relazione a più esiti - contro la Delta e altre varianti". L'Oms puntualizza anche che "è importante notare come casi di infezione o malattia sintomatica sono previsti anche tra le persone completamente vaccinate con tutti i prodotti" scudo disponibili. "anche quelli con una efficacia molto elevata (calcolata come maggiore del 90%)" e questo aspetto diventa ovviamente "più evidente man mano che la popolazione si vaccina".

Quanto agli studi condotti nel mondo reale, al 20 luglio ce ne sono stati oltre 90 resi pubblicamente disponibili in versione sottoposta a revisione fra pari o preprint. La qualità è variabile, e il 62% (58 su 93) di questi lavori proviene da 3 Paesi che hanno introdotto precocemente campagne vaccinali anti-Covid (Israele, Regno Unito e Stati Uniti) e il 71% (66) si riferisce a due soli vaccini, Pfizer/BioNTech e AstraZeneca.

In generale, i risultati di efficacia nel mondo reale per la malattia sintomatica in soggetti completamente vaccinati, sono stati simili a quelli osservati negli studi randomizzati controllati su cui si è basata la decisione dell'Oms di inserire 6 prodotti scudo nell'elenco per l'uso di emergenza. Complessivamente, l'efficacia contro malattia grave, ospedalizzazione e morte è stata più alta rispetto alla malattia sintomatica non grave, con stime sopra l'80% per AstraZeneca, Moderna, Pfizer/BioNTech e Sinovac-CoronaVac.

Contro l'infezione e l'infezione asintomatica l'efficacia nel mondo reale risulta leggermente inferiore rispetto a quella verso la malattia sintomatica, ma comunque per AstraZeneca, Moderna e Pfizer BioNTech, le stime per questi esiti sono quasi uniformemente superiori al 60%. Inoltre, diversi studi hanno dimostrato che, quando all'interno di una famiglia si contagia una persona vaccinata con almeno una dose, la trasmissione all'interno del nucleo si riduce di circa il 50% rispetto a quella che si verifica con un non vaccinato infetto. Ed è infine "importante sottolineare che l'efficacia dei vaccini sembra essere costantemente più elevata per tutti gli esiti dopo il ciclo completo, cioè almeno 7-14 giorni dopo la dose finale", conclude l'Oms.

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