Italia markets close in 2 hours 23 minutes
  • FTSE MIB

    23.160,88
    +62,73 (+0,27%)
     
  • Dow Jones

    31.961,86
    +424,51 (+1,35%)
     
  • Nasdaq

    13.597,97
    0,00 (0,00%)
     
  • Nikkei 225

    30.168,27
    +496,57 (+1,67%)
     
  • Petrolio

    63,19
    -0,03 (-0,05%)
     
  • BTC-EUR

    42.014,22
    -35,95 (-0,09%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.025,48
    +10,56 (+1,04%)
     
  • Oro

    1.780,50
    -17,40 (-0,97%)
     
  • EUR/USD

    1,2213
    +0,0045 (+0,37%)
     
  • S&P 500

    3.925,43
    +44,06 (+1,14%)
     
  • HANG SENG

    30.074,17
    +355,93 (+1,20%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.708,81
    +2,82 (+0,08%)
     
  • EUR/GBP

    0,8633
    +0,0033 (+0,39%)
     
  • EUR/CHF

    1,1075
    +0,0047 (+0,42%)
     
  • EUR/CAD

    1,5251
    +0,0025 (+0,17%)
     

Covid, perché tanti decessi? La spiegazione dell'esperto

Primo Piano
·3 minuto per la lettura

Da inizio emergenza coronavirus sono oltre 90mila i decessi registrati in Italia, con un incremento giornaliero che negli ultimi giorni non è andato sotto le 300-400 nuove vittime. E secondo gli esperti il dato non tenderà a calare nell’immediato.

A dirlo, in un’intervista rilasciata a Repubblica, è il professore Carlo La Vecchia. L’ordinario di epidemiologia a Milano, nell’analisi del dato delle vittime da Covid-19 in Italia, ha sottolineato: “Non scenderà presto il numero dei morti in Italia, perché ogni giorno sono circa il 3% dei contagi di due settimane prima. Il dato è alto anche perché i casi che si osservano sono meno, anche la metà, di quelli reali. Mortalità più alta nel Continente? Abbiamo avuto sfortuna. Siamo stati il primo Paese fuori dalla Cina a dover fronteggiare il Covid. Eravamo impreparati e a marzo e aprile non abbiamo intercettato almeno 17mila morti oltre a quelli registrati per Covid in quei mesi".

Perché tutto questo sia successo sembra avere ormai una risposta: "Finché il sistema sanitario non ha organizzato una risposta, molti morivano a casa senza diagnosi. Nella prima fase abbiamo avuto un tasso di mortalità tra i peggiori d'Europa. A primavera la medicina del territorio in Paesi come il nostro o la Gran Bretagna aveva strutture inadeguate. In Francia, Germania e non solo è organizzata su base assicurativa, i medici sono pagati a prestazione e hanno in sostanza delle piccole cliniche. Da noi i medici di famiglia gestiscono il flusso terapeutico inviando allo specialista i malati seri, e quindi avevano strutture inadeguate a gestire una malattia grave come il Covid. E non dimentichiamo il sottofinanziamento del sistema sanitario dalla crisi del 2008 in poi".

LEGGI ANCHE - "Ecco la dieta che blocca il Covid", nuovo studio messicano

Gli ospedali, dice La Vecchia, "hanno retto, almeno a partire da inizio aprile ma soprattutto in autunno, quando abbiano avuto dati simili al resto d'Europa". Il numero dei morti continua a essere molto alto anche ora che sono calati i nuovi positivi giornalieri, "anche perché il numero dei casi che vediamo è inferiore a quello effettivo. La mia stima è che oggi in Italia ci siano il doppio dei positivi di quelli che intercettiamo, cioè circa il 2% degli abitanti, un milione di persone”.

“Questo perché ci sono tanti senza o con pochi sintomi che non vengono intercettati" le parole dell’epidemiologo che sostiene: "Ora facciamo tanti tamponi, il tema era cruciale in marzo e aprile. In autunno abbiamo fatto ogni giorno tra 150 a 250 mila test. Un problema italiano, e di tutti i Paesi occidentali, e' stato quello di lasciare a casa i positivi e i malati lievi, che hanno contagiato tutta la famiglia. Quindi l'idea di estirpare l'epidemia con testing e tracing non ha funzionato".

VIDEO - I lati positivi del Covid

Quanto al conteggio dei decessi: “I Paesi seguono il criterio dettato dall'Oms: il Covid ha la priorità rispetto ad altre malattie. Se sul certificato di morte ci sono più cause, anche tre o quattro, tra le quali anche il Covid, il sistema automatico attribuisce il decesso a quella patologia. Non è una regola sbagliata, è vero che i morti hanno anche altre malattie ma sarebbero sopravvissuti mesi o anni senza il Covid. Forse un po' di sovra certificazione c'è ma è un fenomeno presente in tutti i Paesi".