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Covid, Radiocom.cafè: i manager raccontano come sarà nuova normalità

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·3 minuto per la lettura

Radiocom.cafè, il canale podcast di Libera Brand Building Group che da un anno chiama autorevoli protagonisti del marketing e della comunicazione aziendale a raccontare come la pandemia stia ridisegnando dinamiche e strategie all’interno delle imprese, ha sottoposto a oltre 70 manager un questionario volto a fotografare aspettative e programmi per il 2021.

Va detto in premessa che domande e risposte rispecchiano l’auspicio, ampiamente condiviso a inizio d’anno, che il 2021 segnasse la transizione verso una “nuova normalità”. Sebbene l’andamento della pandemia stia facendo slittare in avanti il punto di svolta, il questionario di Radiocom.cafè offre interessanti indicazioni su come le antenne delle aziende sul mercato abbiano metabolizzato i cambiamenti imposti dallo tsunami sanitario e sulle linee guida per un ritorno al business a pieno regime.

La maggioranza (47,4%) delle risposte sposa la tesi che la pandemia abbia rimodellato in positivo i rapporti con i dipendenti, mentre il 26,3% esprime una valutazione diametralmente opposta. A sostegno di tali giudizi viene indicato principalmente un cambiamento avvenuto nello spirito di attaccamento all’impresa (55,6%) o comunque ragioni di tipo motivazionale (27,8%). Solo l’11% ha messo in relazione il clima aziendale con un cambio di produttività e poco più del 5% con un mutamento qualitativo.

Per il 42% degli intervistati la pandemia non ha avuto riflessi sulle relazioni con i clienti. Tuttavia, il 21% segnala un impatto negativo, contrapponendosi a quanti invece hanno notato un cambiamento positivo (26,3%) o molto positivo (10,5%). Le valutazioni in miglioramento o peggioramento sono giustificate in primo luogo con il cambiamento nei volumi di vendita (58,8%), seguito da un diverso approccio alla fedeltà (20,4%) e da variazioni nella reputazione sui social media (11,8%).

Il potenziamento delle competenze digitali è un aspetto considerato cruciale per la transizione a una “nuova normalità”. La maggioranza dei manager, infatti, ha messo in conto per il 2021 un moderato (31,6%) o notevole (31,6%) incremento degli investimenti in formazione 4.0, mentre il 36,8% è orientato a confermare la quota di investimenti del 2020.

I manager indicano nelle campagne di digital marketing Sea, di awareness online e offline e nei progetti di digital transformation le strategie di comunicazione più adatte ad affrontare i cambiamenti imposti dalla pandemia. Sui progetti digital, in particolare, il 58% dei rispondenti si è dichiarato orientato a investire dal 40 al 70% del budget 2021. Poco meno del 90%, inoltre, ha previsto di attivare strategie che definiscano un ruolo attivo del brand rispetto a tematiche ambientali, di inclusione e di gender gap. La decisa virata sul digital si avverte anche nel campo degli eventi aziendali finalizzati a rinsaldare le relazioni con i clienti, almeno a giudicare dallo scarto tra il 52,6% che nel 2021 prevede di tenere eventi digital e il 26% determinato a organizzare eventi live.

Il questionario di Radiocom.cafè lascia spazio alle aspettative e alle valutazioni personali sul futuro prossimo. Di fondo è tangibile la consapevolezza che il mercato non è destinato a tornare come prima, condivisa dal 63% dei rispondenti. Alcuni cambiamenti intervenuti nella cultura aziendale sono considerati irreversibili: tra questi sicuramente l’orientamento al digital, che favorisce una maggior immediatezza di relazione. La pandemia, inoltre, lascia in eredità più capacità di sintesi, di ottimizzazione del tempo e di empatia, unitamente a una potenziata sensibilità sociale e inclusiva e a più attenzione al sentiment del mercato.

A parere dei manager interpellati, nelle aziende la 'nuova normalità' post Covid-19 vedrà l’utilizzo degli strumenti di comunicazione digitale in sostituzione delle trasferte di lavoro e degli incontri in presenza, laddove non indispensabili. Si profila, pertanto, l’avvento di un mix di presenza fisica e mediata dal software, con un forte orientamento agli obiettivi e una cultura aziendale tendenzialmente più diluita.