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Covid, Sebastiani (Cnr): "Brusco aumento ricoveri. Più Regioni a un passo dalla zona gialla"

·3 minuto per la lettura
(Photo: MARCO BERTORELLO via Getty Images)
(Photo: MARCO BERTORELLO via Getty Images)

La curva dei ricoveri per Covid torna a salire. Lo segnala Giovanni Sebastiani, matematico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’, che all’Ansa parla di “bruschi cambiamenti” registrati nel Lazio, in Liguria, nelle Marche e nella provincia di Trento. Gli aumenti portano queste regioni vicino o oltre una delle due soglie per l’ingresso nella zona gialla.

“Il Lazio ha superato la soglia del 10% delle terapie intensive: dopo essere stata la scorsa settimana in stasi per i reparti ordinari, con un valore medio pari a circa l′11%, oggi è salita al 12%”, osserva il matematico. E prosegue, spiegando che la situazione in Liguria è sostanzialmente analoga, perché anche qui la soglia delle terapie intensive ha superato il 10%, facendo salire l’occupazione dei reparti ordinari fino all′11.5%. Stesso discorso per le Marche, che “negli ultimi due giorni hanno subito un aumento di circa il 2.5% nelle terapie intensive, salendo così al 12%”. Per quanto riguarda Trento, invece, l’aumento pari a circa il 2.5% rilevato negli ultimi due giorni colpisce i reparti ordinari, che salgono così al 12.5%; le terapie intensive sono al 9%.

Questi cambiamenti, dice Sebastiani, “sono probabilmente legati alla grande diffusività della variante prevalente al momento in Italia ed evidenziano l’importanza di aumentare la copertura vaccinale, specialmente nella fascia 12-19, dove è al 57%”. Ugualmente centrale, afferma poi, proseguire con le terze dosi e mettere in atto “misure preventive che si sono rivelate efficaci per limitare la diffusione dell’epidemia, come indossare la mascherina in tutte le condizioni a rischio, all’aperto o meno, e limitare per quanto possibile il numero di contatti”.

La situazione è difficile: al sorpasso della soglia d’occupazione del 15 per cento dei letti di area medica, del 10 per cento di quelli in terapia intensiva e del limite d’incidenza di 50 casi ogni 100 mila abitanti, scatta la zona gialla.

La Calabria, dice sempre Sebastiani, ha già superato questi valori soglia per entrambi i reparti, e i numeri non accennano a diminuire, avvicinandola pericolosamente alla zona gialla, come indicano i dati diffusi dalla Protezione Civile e dall’Agenas. La Calabria - dice l’esperto - è attualmente “al 15.5% per i reparti ordinari e all′11% per quelli di terapia intensiva. Per entrambi i tipi di curve, il trend è di crescita. La regione ha quindi numeri da zona gialla ed è quasi certo che sarà così anche martedì 7 dicembre, giorno della settimana a cui fa riferimento il monitoraggio settimanale del venerdì”. Sebastiani osserva inoltre che “con questi dati, l’unica possibilità per la Calabria di evitare l’ingresso in zona gialla è aumentare la capienza dei reparti, come è accaduto in Lombardia”.

La Regione Lombardia, nell’ambito della riorganizzazione ospedaliera per affrontare la crescita dei contagi, ha infatti aumentato di circa 1300 il numero di posti letto a disposizione per il ricovero dei pazienti Covid in area medica, portandoli a 7945. Lo comunica l’assessorato regionale al Welfare. I posti letto aggiunti, a quanto viene riferito, sono circa 1300.

Si tratta, precisano dall’assessorato, di una riorganizzazione modulata su diversi livelli di allerta che ridisegna il numero dei posti letto che effettivamente al momento si potrebbero mettere a disposizione, considerando il personale necessario alla cura dei pazienti ricoverati. La Regione innalza così il numero di posti letto a disposizione ogni 100mila abitanti da 66,7 a 79,2 e si allinea maggiormente ai dati comunicati dalle altre Regioni e alla media nazionale, che rimane comunque più alta a 99,8, come si evince da un grafico di Agenas.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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