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Covid, Speranza: "Va recuperato spirito di marzo"

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

“Siamo in una fase nuova dell'epidemia anche in Italia. L'innalzamento del livello di contagio in molti Paesi europei, dalla Francia, alla Gran Bretagna, ma anche in Spagna, Olanda e Belgio, è sotto gli occhi di tutti. E chiaro che dobbiamo reagire anche in Italia se vogliamo che la situazione non diventi insostenibile”. Lo dice, intervistato da Famiglia Cristiana, il ministro della Salute Roberto Speranza. “Le regole da rispettare – ripete - sono sempre le stesse: distanziamento fisico, igiene frequente delle mani, uso della mascherina, ora anche all'aperto, ed evitare gli assembramenti. Oltre a questo, però, aggiungo che vanno evitate tutte quelle attività non essenziali. Solo così possiamo cercare di rallentare la diffusione del contagio”.

Alla domanda: stiamo pagando lo scotto di una estate "allegra"? Speranza risponde: “In molti hanno pensato che la battaglia contro il coronavirus fosse vinta. Adesso va recuperato lo spirito di marzo e aprile, quando, grazie allo straordinario comportamento degli italiani e al grande lavoro svolto da tutti gli operatori sanitari e dalle istituzioni, siamo riusciti a piegare la curva. E stato un merito di tutti gli italiani. Ora bisogna ripetere quell'impresa”. In merito all’impatto del virus, causa riapertura delle scuole riferisce invece: “Per ora non ci sono evidenze scientifiche, come ha ricordato il presidente dell'Istituto superiore di sanità, di un impatto di rilievo. Naturalmente, essendo un comparto ad alto scambio relazionale, va tenuto sotto controllo. E tra gli indirizzi assunti dal Governo c'è anche quello che reintroduce una relazione strutturata tra salute e scuola”.

Su eventuali nuove chiusure aggiunge: “Tutto dipende dall'evoluzione del quadro epidemiologico, che è costantemente monitorato dalle nostre autorità sanitarie, dalle Regioni e dal Comitato tecnico scientifico. La priorità per il Governo è quella di tutelare la scuola. Ne va del futuro dei nostri ragazzi. Poi vengono altre attività essenziali. Ho rispetto del mondo del calcio, ma la scuola viene prima di tutto”.