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Covid Svezia, allarme del premier: "Salute e vita delle persone in pericolo"

webinfo@adnkronos.com
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"La salute e la vita delle persone sono in pericolo". Il primo ministro svedese Stefan Lofven è intervenuto così in un raro discorso alla nazione, il terzo pronunciato in questo Paese dal dopoguerra. "Questa sera voglio dirvi poche parole da tenere a mente mentre entriamo nel buio dell'inverno", ha detto Lofven con tono grave, invitando tutti gli svedesi a rispettare le regole anti covid perché da questo dipenderà "chi sarà ancora con noi a Natale".

Come è noto la Svezia ha scelto di evitare fin dall'inizio ogni misura di lockdown, puntando sull'autodisciplina dei cittadini nel rispettare distanze sociali e regole d'igiene. Ma Lofven ha riconosciuto nel suo discorso di ieri sera "che in troppi hanno ignorato raccomandazioni e linee guida in autunno". Lofven ha ricordato che 6mila persone sono già morte di covid-19 in Svezia, Paese di poco più di 10 milioni di abitanti. E ha esortato tutti gli svedesi a frequentare solo le persone conviventi, lavorare il più possibile da casa, lavarsi spesso le mani e rimandare qualsiasi attività che non sia necessaria.

La Svezia registra un numero più alto di vittime e contagi rispetto agli altri Paesi scandinavi, che hanno tutti adottato misure di confinamento. A sottolineare la gravità del momento, il fatto che i due precedenti discorsi alla nazione risalgono al 1992 e il 2003. Il primo fu pronunciato da Carl Bildt in seguito ad una serie di attacchi razzisti, il secondo da Goran Persson dopo l'assassinio del ministro degli Esteri Anna Lindh.