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Covid, Umbria ostaggio delle varianti: boom di ricoveri

Primo Piano
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Un ricoverato Covid in più ogni ora. Quasi un record per l’Umbria, da lunedì 8 febbraio per due terzi zona rossa “rafforzata”. La regione è tenuta in ostaggio dalle varianti “brasiliana” e “inglese”, versioni mutate del virus che si sono insinuate nel territorio, cuore dell’Italia, e hanno fatto da moltiplicatori della curva dei contagi.

I ricoverati a causa del virus dall’inizio della pandemia ha toccato quota 500, con un aumento giornaliero di 26 pazienti domenica e di altri 16 lunedì. A pesare sulla rete ospedaliera è soprattutto il dato delle terapie intensive, a ieri occupate al 56%, ben oltre la soglia di guardia. il tasso di positività, secondo gli ultimi dati forniti, è del 25,1 per cento sui molecolari e dell'8,86 totale.

All’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove da settimane circola la variante “brasiliana”, l’emergenza è stata spegnere i cluster che hanno interessato 30 pazienti, entrati negativi all’infezione e poi scoperti positivi, mentre una settantina di medici sono positivi, 60 dei quali avevano ricevuto la prima dose del vaccino e in un caso anche il richiamo.

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