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Covid, variante Delta all'88,7%, quasi sparita la Alfa - Iss

·1 minuto per la lettura
Un operatore sanitario esce da un'ambulanza fuori dall'ospedale Cardarelli a Napoli

MILANO (Reuters) - La variante Delta del virus Sars-CoV-2, la cosiddetta "indiana" che preoccupa le autorità mondiali per la sua alta trasmissibilità, continua ad essere predominante in Italia con l'88,7% dei casi.

E' quanto riporta il nono bollettino sulle varianti dell'Istituto superiore di sanità (Iss), che prende in esame gli ultimi 45 giorni, dal 31 luglio al 13 settembre.

Il dato della Delta è in lieve aumento rispetto al bollettino di due settimane fa (88,1%).

"E' invece quasi sparita la variante Alfa, allo 0,4% (sempre negli ultimi 45 giorni, mentre nel bollettino precedente era al 2,3%) così come la Gamma (allo 0,1% dallo 0,4%)", si legge nel bollettino.

La Alfa è la variante identificata per la prima volta in Gran Bretagna nel dicembre 2020, la Gamma è quella identificata in Brasile.

"Come atteso, questi dati differiscono leggermente da quelli dell’ultima flash-survey, (prevalenza stimata della variante delta pari al 99,7%) che invece sono relativi ad una indagine di prevalenza effettuata su un campione significativo di casi selezionato nella sola giornata del 24 agosto", precisa l'Iss nella nota.

"La variante Delta è caratterizzata da una maggiore trasmissibilità rispetto alla variante Alfa (tra il 40% e il 60%) - ribadisce l'Iss - E risulta associata ad un elevato rischio di infezione negli individui parzialmente vaccinati o non vaccinati".

"È necessario continuare a monitorare con grande attenzione la circolazione delle varianti di Sars-CoV-2 ed in particolare la presenza di mutazioni riconducibili a una maggiore trasmissibilità e/o associate a una potenziale capacità di evadere la risposta del sistema immunitario", conclude la nota.

(Emilio Parodi, in redazione a Milano Sabina Suzzi)

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