Credit Suisse e il fisco indiano affossano Nokia

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Un’ispezione nell’impianto produttivo di Chennai, in India, uno dei maggiori del produttore finlandese di telefoni cellulari, ha alimentato i timori sulle prospettive della società. Se i sospetti delle autorità indiane dovessero rivelarsi fondati, Nokia (Stoccolma: NOKI-SEK.ST - notizie) rischia infatti una pesante sanzione pecuniaria che aggraverebbe i problemi di cassa, dal momento che i la nuova strategia disegnata dal ceo Stephen Elop non sta per il momento portato i risultati sperati. Nokia ha negato ogni addebito aggiungendo di stare cooperando con le autorità indiane.

Un ulteriore colpo al titolo Nokia, che ieri ha perso oltre il 6% scendendo a 3 euro, è venuto dal Credit Suisse (NYSE: CRP - notizie) , che ha previsto un rallentamento dei nuovi modelli basati sul sistema operativo Windows Phone. «Prevediamo una produzione di 17,5 milioni di unità nel 2013, portando la quota degli smartphone di Nokia al 2%», ha spiegato la banca d’affari svizzera. La raccomandazione è così scesa a underperform con un target price di 1,85 euro. (riproduzione riservata)

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