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Credit Suisse: ecco i trend accelerati dal Covid-19

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Credit Suisse: ecco i trend accelerati dal Covid-19
Credit Suisse: ecco i trend accelerati dal Covid-19

Un report del Credit Suisse Research Institute analizza le implicazioni a lungo termine della pandemia per concludere che il mondo non cambierà radicalmente, ma saranno accelerati trend esistenti

Che cosa resterà in futuro delle conseguenze determinate dalla pandemia esplosa a livello globale nel 2020? Se lo chiede Credit Suisse che in un report sul tema conclude che le implicazioni di lungo termine del Covid-19 non cambieranno radicalmente il mondo come lo conosciamo, ma accelereranno trend esistenti, come la digitalizzazione della vita quotidiana, modalità lavorative più flessibili, decelerazione della globalizzazione, indebolimento del multilateralismo, aumento della vulnerabilità delle città. Tutti trend già in atto prima della pandemia. In termini di sviluppo economico, il report sottolinea che rimane un rischio di ritorno dell’inflazione, di un rallentamento della globalizzazione, di una maggior decentralizzazione al di fuori delle aree urbane, e di un impatto sproporzionato della pandemia sulle componenti sociali più svantaggiate.

ESAGERATI I TIMORI DI INFLAZIONE

Gli autori del report ritengono che il rischio di un ritorno dell’inflazione sia stato esagerato e si dicono piuttosto più preoccupati che il mondo post-Covid sia invece a bassa crescita in quasi assenza di inflazione, anche se esiste il rischio connesso sia a fattori demografici che politici. La globalizzazione non si invertirà, ma rallenterà, con una maggior enfasi sulla diversificazione regionale, sul riavvicinamento delle produzioni e sulla resilienza piuttosto che sulla ricerca di efficienza dei costi. Il trend della regionalizzazione, in particolare, aprirà opportunità ai paesi con costi di produzione più bassi ma più vicini ai maggiori centri di consumo, come USA, Europa, Cina, e Giappone.

NUOVI MODI DI LAVORARE

La decentralizzazione offrirà invece ai lavoratori nuove alternative per esercitare le proprie professioni anche lontani dalle città, soprattutto nei paesi sviluppati, facendo diventare più attraenti le aree rurali e i piccoli centri. Ma, secondo il report di Credit Suisse, è presto per parlare di fine delle grandi città, perché la storia mostra che possono recuperare dopo una crisi, ma questo richiederà loro aggiustamenti per diventare più resilienti. Viene poi evidenziato il grande tema della disuguaglianza, che la pandemia accentua andando a colpire posti di lavoro e reddito dei gruppi già svantaggiati, mentre le classi più agiate hanno tratto maggior vantaggio dallo stimolo fiscale e monetario. Per questo c’è da aspettarsi che la politica si concentri su misure correttive.

SPINTA ALL’INTEGRAZIONE EUROPEA

Sul piano geopolitico, il report indica diversi impatti del Covid-19, con uno spostamento dal multilateralismo a quello che viene definito multi-allineamento, mentre il focus si sposterà dalla ricerca di un assetto multipolare stabile e bilanciato verso la sicurezza delle catene produttive e verso un maggior affidamento alla propria capacità di resilienza. Per quanto riguarda l’Europa, il trend è in direzione di una maggior integrazione, come mostra l’accordo raggiunto sul Recovery Fund con una significativa componente di "green-economy".

MENO UFFICI E VIAGGI DI LAVORO

Da un punto di vista tecnologico, lo studio suggerisce un aumento del lavoro remoto e un maggior focus su processi di apprendimento lungo tutto l’arco della vita lavorativa. Di conseguenza, diminuirà la richiesta di spazi per uffici e diminuiranno anche gli spostamenti di lavoro. Ma nonostante la spinta in direzione dell’online, le istituzioni educative tradizionali non spariranno per il ruolo cruciale che svolgono nell’integrazione tra studenti e insegnanti.

REAZIONE POTENTE DI GOVERNI E BANCHE CENTRALI

Sara Carnazzi Weber, Head of Policy & Thematic Economics di Credit Suisse, osserva che storicamente le crisi sanitarie hanno accelerato il progresso scientifico e modellato gli sviluppi economici, per cui anche il Covid-19 ha soprattutto velocizzato trend esistenti mettendo in moto cambiamenti strutturali. Nannette Hechler-Fayd’herbe, Chief Investment Officer International Wealth Management and Global Head of Economics & Research di Credit Suisse, sottolinea l’impatto della pandemia su mercati e società, ma anche la pronta e poderosa reazione di governi e banche centrali che hanno consentito una rapida ripresa, con conseguenze che si possono prevedere minori rispetto ad altre recessioni.