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Credit Suisse su banche Italia e Spagna: parametri più severi stress test Eba rischiano di incidere su ripresa dividendi dopo paletti Bce

Laura Naka Antonelli
·2 minuto per la lettura

Credit Suisse è positiva sulle banche del Sud Europa, in particolare su quelle italiane e spagnole che monitora. Si tratta di Bankia, Caixabank, BBVA, Banco Santander, Bper, UniCredit, Intesa SanPaolo, Banco Sabadell, Unicaja Banco, Liberbank, Bankinter, Banco BPM. Nel report "Southern European Banks Offence is the new defence: M&A already paying dividends, with ISP and CABK our preferred stocks", gli analisti citano in particolare la loro preferenza per i titoli Intesa SanPaolo e Caixabank e parlano di un miglioramento dell'outlook delle banche relativo al 2021 grazie, anche, alle "aspettative sui costi". Detto questo gli analisti sottolineano anche che "i nuovi parametri più severi che saranno utilizzati negli stress test sulle banche e che sono stati recentemente riportati dall'EBA potrebbero incidere sul potenziale di ripresa dei dividendi e sul ritorno del capitale in eccesso a seguito del settembre del 2021, all'interno del settore". Di fatto, lo scorso 29 gennaio l'EBA, ovvero l'Autorità Bancaria europea, ha lanciato gli stress test su 50 banche, che rappresentano il 70% di tutti gli asset bancari dell'Unione europea. I risultati verranno pubblicati entro il luglio del 2021. Per ora, sul fronte dei capitali, è indubbio che, "dopo un anno di restrizioni (imposte dalla Bce) che hanno sospeso l'erogazione dei dividendi e successivamente limitato i piani di distribuzione, le banche dell'Europa del Sud abbiano riportato livelli di capitali robusti e rafforzati. I risultati del quarto trimestre del 2020 migliori delle attese hanno continuato a far crescere inoltre i cuscinetti SREP, e tutte le banche hanno superato i target sul CET 1". Inoltre, "sebbene pronte a pagare un massimo di payout pari al 15% degli utili combinati relativi agli anni fiscali 2019 e 2020, i vertici (degli istituti) hanno reiterato il loro impegno a tornare ai loro piani di distribuzione dei capitali in eccesso, in attesa del via libera della Bce".