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Credit Suisse vede il dollaro in calo nel 2021

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Credit Suisse vede il dollaro in calo nel 2021
Credit Suisse vede il dollaro in calo nel 2021

A beneficiare del calo del dollaro dovrebbero essere l’euro e lo yen mentre lo yuan cinese sarà sostenuto dai flussi di portafoglio

La debolezza del dollaro Usa osservata nel corso di quest’anno dovrebbe proseguire anche nel 2021. Ne sono convinti gli esperti di Credit Suisse alla luce della previsione di una costante ripresa globale per il 2021 e di diversi fattori monetari e fiscali. Tra questi, in particolare, l’approccio estremamente accomodante della Federal Reserve (Fed), che ha di fatto cancellato il vantaggio di tasso d’interesse (o di carry trade) dell’USD rispetto alle altre principali valute internazionali. Inoltre, la prospettiva di un doppio consistente deficit di bilancio (fiscale e nel commercio con l’estero) degli Usa peserà sul biglietto verde.

IMPROBABILE UN AUMENTO DEI TASSI FED NEI PROSSIMI 2-3 ANNI

La cui minore appetibilità a livello internazionale sarà ampliata dalla probabile ulteriore riduzione dei rendimenti reali: da un lato l’obiettivo di inflazione media fissato dalla Fed che accresce il rischio di aumento delle aspettative di incremento dei prezzi al consumo a lungo termine, dall’altro l’improbabilità di aumento dei tassi da parte della stessa banca centrale Usa nei prossimi 2-3 anni. I professionisti di Credit Suisse ammettono che, nel caso di una seconda vasta ondata di contagi da Covid-19 nei mesi invernali, ci potrebbe essere un recupero del dollaro sulla scia della volatilità di mercato, ma si tratterebbe di un episodio temporaneo riconducibile al suo status di moneta rifugio.

RAPPORTO EUR/USD VERSO QUOTA 1,25 A FINE 2021

Le prospettive dell’euro risultano invece più solide grazie sia al Recovery fund dell’Unione europea, che ha attenuato i rischi politici della regione, e sia ai saldi fiscali e, soprattutto, commerciali più robusti rispetto a quelli degli Usa. “Le nuove obbligazioni europee, alla luce del peggioramento delle finanze pubbliche, costituiscono uno strumento per promuovere la convergenza dell’Ue e migliorare la disponibilità di liquidità sicura e interessante” fanno sapere gli esperti di Credit Suisse che prevedono infatti che il rapporto EUR/USD raggiunga quota 1,25 a fine 2021.

YEN GIAPPONESE E STERLINA INGLESE SOTTOVALUTATI RISPETTO ALL’USD

Per quanto riguarda le altre principali valute internazionali, i professionisti di Credit Suisse ritengono che restino sottovalutati rispetto al dollaro sia lo yen giapponese che la sterlina inglese mentre le incertezze nel breve termine sulla situazione geopolitica e sul Covid-19 potrebbero sostenere il franco svizzero (CHF) fino alla fine di quest’anno. Tuttavia, tenendo conto che la Banca nazionale svizzera opererà sui mercati per non far rivalutare la valuta nazionale, i manager di Credit Suisse prevedono per i prossimi 12 mesi un lieve deprezzamento del CHF rispetto alla moneta unica.

BUONE PROSPETTIVE PER LO YUAN CINESE E PER IL WON COREANO

Gli esperti di Credit Suisse guardano infine con interesse alle valute dei paesi emergenti che potrebbero beneficiare di un dollaro debole e di una ripresa economica leggermente superiore a quella degli Usa. “Pechino offre tassi più interessanti rispetto ai rendimenti globali delle obbligazioni core mentre la ripresa dell’economia cinese e la conseguente crescita degli utili potrebbero spingere i flussi di capitale azionario”, riferiscono i professionisti di Credit Suisse, secondo i quali la rivalutazione dello yuan cinese potrebbe proiettare il rapporto USD/CNY a 6,32 tra 12 mesi. “Questo dovrebbe sostenere la maggior parte delle altre valute asiatiche rispetto al biglietto verde. In particolare il won sudcoreano, dal momento che la Corea del Sud dispone di un solido surplus delle partite correnti e ha contenuto la pandemia”, concludono gli esperti di Credit Suisse.