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Credit Suisse vede tempi duri per le quotazioni dell’oro

Virgilio Chelli
·2 minuto per la lettura
Credit Suisse vede tempi duri per le quotazioni dell’oro
Credit Suisse vede tempi duri per le quotazioni dell’oro

Per gli esperti di Credit Suisse il premio da pandemia che aveva spinto il metallo prezioso si è esaurito e ora, con una ripartenza robusta delle economie, il rischio inflazione sembra gestibile

Dopo la performance molto forte messa a segno l’anno scorso, di recente l’oro ha subito venti contrari, che potrebbero anche attenuarsi, ma solo per riprendere fiato e potenzialmente intensificarsi in futuro. Le dinamiche dei rendimenti reali USA espressi dalle Treasury Inflation Protected Securities, note come TIPS, e anche del dollaro, potrebbero supportare sempre meno il flusso di investimenti sull’oro, rendendo vulnerabile il metallo giallo. Questo trend si riflette anche in un significativo deterioramento del quadro tecnico. Tuttavia, la diversificazione in oro continua a offrire benefici, ma gli investitori farebbero bene ad alleggerire l’esposizione in occasione dei rimbalzi o almeno aggiungere qualche forma di protezione parziale al rischio di ribasso.

RISCHIO INFLAZIONE GESTIBILE

Lo sostiene un commento a cura di Stefan Graber, Head of Commodity Strategy, e Fabian Deriaz, Commodity Strategist, entrambi di Credit Suisse, spiegano che il rischio inflazione, che tradizionalmente è un vento in poppa per il giallo metallo, sembra gestibile anche in presenza di una ripartenza robusta delle economie. Il problema dell’oro, infatti, è che le attese di inflazione non sono aumentate allo stesso ritmo dei rendimenti nominali, consentendo ai tassi reali, come quelli espressi dalle TIPS a 10-anni, di recuperare dai livelli profondamente negativi a cui erano precipitati.

Prezzo dell’oro e rendimenti delle Tips a 10-anni (scala decrescente) a confronto

QUADRO DECISAMENTE SFAVOREVOLE

In sostanza, sembra che il mercato stia prezzando una crescita più forte delle attese, ma si aspetti pressioni inflazionistiche solo modeste e soprattutto gestibili, in un quadro decisamente sfavorevole a un bene rifugio come l’oro. La visibilità sull’inflazione futura resta ancora limitata, indicando che resta un margine di errore abbastanza ampio su questo scenario. In ogni caso, secondo gli esperti di Credit Suisse, il sentiero di un possibile recupero dell’oro si va facendo sempre più stretto.

NON INCORPORA PIÙ IL PREMIO PANDEMIA

Molto semplicemente, l’oro non incorpora più il premio pandemia che lo ha sostenuto l’anno scorso. Secondo l’analisi di Credit Suisse sono due le strade possibili per un rimbalzo dal territorio di ipervenduto per l’oro: delusioni sul fronte della crescita e sorprese su quello dell’inflazione. Le prime invertirebbero il trend al rialzo dei rendimenti nominali, mentre le seconde potrebbero deprimere di nuovo i rendimenti reali più ancora di quelli nominali, attraendo flussi sull’oro. In ogni caso gli esperti di Credit Suisse ritengono che ogni movimento al rialzo dell’oro sia destinato a rivelarsi temporaneo.