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Crediti alle imprese: le richieste tornano a crescere a ottobre dopo frenata nel III trimestre

Valeria Panigada
·2 minuto per la lettura

Dopo aver fatto segnare una crescita del +79,3% nel secondo trimestre dell’anno, sulla spinta anche delle misure di stimolo varate dal Governo per contenere gli impatti causati dall’emergenza sanitaria sull’economia reale, l’ultimo aggiornamento prodotto sul patrimonio informativo di EURISC - il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF – mostra nel terzo trimestre dell’anno un calo del -8,3% delle richieste di credito presentate dalle imprese italiane rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A partire dall’inizio di ottobre, in concomitanza con l’aumento dei casi di contagio di Covid-19 e i timori di nuovi provvedimenti restrittivi, le imprese hanno però ripreso a rivolgersi in modo sostenuto alle aziende di credito per soddisfare le proprie esigenze di liquidità, facendo toccare il picco nell’ultima settimana del mese (+28%). In attesa di capire meglio l’evoluzione di una situazione che presenta perduranti fattori di incertezza, un’ulteriore evidenza che emerge dal Barometro CRIF è rappresentata dalla contemporanea crescita dell’importo medio dei finanziamenti richiesti che, nell’aggregato di imprese individuali e società, nell’ultima rilevazione si è attestato a 72.084 euro, facendo segnare il valore più elevato degli ultimi due anni. “In una fase caratterizzata da molteplici fattori di debolezza, è plausibile che quando cesseranno gli effetti dei provvedimenti straordinari varati dal Governo si possa verificare un incremento dei crediti deteriorati – commenta Simone Capecchi, executive director di CRIF -. Alla luce di questo, le aziende di credito dovranno da un lato esssere in grado di non far mancare il loro supporto alle imprese, assecondando la loro voglia di ripartenza, ma al contempo dovranno anche avere la capacità di intercettare i primi segnali di criticità per evitare l’insorgere di insolvenze che potrebbero portare ad un veloce ritorno alle condizioni di pochi anni fa, quando i portafogli degli Istituti erano appesantiti da una massa impressionante di crediti deteriorati”.