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Crif e Nomisma: crisi è stata selettiva, come lo è la... -2-

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Bologna, 5 dic. (askanews) - Il traino alla crescita di maggior valore, come emerge dallo studio di Crif Ratings e Nomisma, è correlato ai volumi degli investimenti in ricerca e sviluppo. Questi si sono più che decuplicati nel caso delle prime 20 imprese di livello tecnologico medio-alto tra il 2006 e il 2011 e sono stati tra i fattori determinanti della crescita dei ricavi nel quinquennio 2011-2016.

Nel 2016 i ricavi complessivi del campione Top500 hanno superato i 60 miliardi di euro, registrando una crescita del 17% rispetto al valore del 2006, a fronte di una flessione dell'8% tra il 2006 e il 2011. Un ripresa così energica, in un contesto economico generale che per molti aspetti resta fragile, conferma che il gruppo delle Top500 durante il declino e successiva ascesa abbia intrapreso delle trasformazioni strutturali.

Le migliori cinquanta imprese del campione fanno storia a sé. Le 'top50' sembra non abbiano avvertito la crisi mantenendo un livello ricavi stabile tra il 2006 ed il 2011 per poi invece crescere del 45% dal 2011 al 2016. Le 'top20' hanno registrato performance ancora migliori: il loro fatturato è cresciuto del 13% nel corso della crisi (2011 su 2006), per poi accelerare durante la ripresa fino a raggiungere, nel 2016, una crescita dei ricavi del 65% rispetto al 2006. Le restanti 450 imprese invece hanno subito brutalmente la crisi (-19%) recuperando lievemente durante la ripresa ma attestandosi nel 2016 a livelli inferiori del 15% rispetto ai ricavi del 2006. Ancora peggiori gli andamenti delle "ultime50" imprese del campione che nel 2016 hanno registrato ricavi del 26% inferiori di quelli del 2006. (segue)