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Cripto, Conio: troppe regole in Europa indeboliscono il mercato

Image from askanews web site
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Milano, 10 mag. (askanews) - "L'eccessiva regolamentazione nel settore delle criptovalute rischia di indebolire il mercato: l'Europa con norme troppo rigide spingerebbe le aziende fuori dal territorio". A lanciare l'allarme è Christian Miccoli, co-founder e amministratore delegato di Conio, primo wallet italiano per Bitcoin. Fondata nel 2015, Conio è una società che permette l'acquisto e la custodia della moneta digitale; da operatore italiano Conio è "al cento per cento compliant con la normativa", ma Miccoli intervistato da askanews si mostra preoccupato dai troppi vincoli regolatori che rischiano di imbrigliare un mercato "ancora giovane".

Il primo campanello di allarme è l'estensione in Europa della cosiddetta Travel rule al mondo delle criptovalute: "Prevede che anche nelle transazioni in criptovalute gli intermediari conoscano l'identità di ordinante e beneficiario. Per le banche la norma c'è sempre stata, ora c'è chi spinge per applicarla anche alle criptovalute. Ho fatto fare qualche stima: se dovesse entrare in vigore la Travel rule, ogni operazione con monete digitali costerebbe almeno uno-due euro in più", ha spiegato Miccoli. Un aumento dei costi di gestione che finirebbe per frenare l'innovazione: "Si riduce lo sviluppo di nuovi casi d'uso. Ad esempio, oggi le cripto non sono usate per fare i pagamenti, ma se le regole faranno costare di più ogni transazione il sistema dei pagamenti non si svilupperà mai".

Guardando all'Italia lo scenario si fa ancora più complesso, con l'obbligo di iscrizione degli operatori di criptovalute, come Conio, Coinbase o Binance, all'Organismo agenti e mediatori (Oam) che impone l'invio di dati ogni trimestre per tenere sotto controllo le operazioni sui propri canali. "E' una spada di Damocle sugli operatori esteri: chi è iscritto ogni tre mesi deve inviare un sacco di dati, se non sei iscritto sei abusivo. Un operatore italiano ovviamente si iscrive; ma gli operatori esteri secondo lei si iscriveranno e manderanno i dati? Ho grossi sospetti, anzi non lo faranno. Se non ci si iscrive però l'Oam potrebbe chiedere l'oscuramento della piattaforma, colpendo gli investitori che vedrebbero i loro conti bloccati dallo Stato senza preavviso", ha detto il top manager. (segue)

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