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Criptovalute: Facebook lancia “Libra”

Lorenzo Cuzzani

La notizia era nell’aria da tempo, ma tre giorni fa il gigante dei social di Mark Zuckerberg ha diffuso il white paper informativo circa la propria criptovaluta.

L’obiettivo di un simile progetto è illustrato in primis dallo stesso fondatore di FB in un post, dove è chiarito che Libra si comporrà di “un’infrastruttura finanziaria globale che servirà a miliardi di persone in tutto il mondo”.

Nel dettaglio si ha qui riguardo una stablecoin ancorata al prezzo di asset concreti come depositi bancari e titoli di Stato a breve termine, in modo tale da ovviare a eventuali montagne russe valoriali che da sempre sconvolgono l’universo cripto.

Il software sottostante la blockchain di Libra sarà open-source, come nella migliore tradizione dell’evo cripto in cui l’implementazione sia elemento necessario e sufficiente per la realizzazione di ogni strumentazione fintech.

La particolarità della nuova moneta digitale è da ritrovarsi nella sua proprietà.

La cripto in questione sarà appannaggio di una no-profit chiamata Libra Association, vale a dire una sorta di consorzio partecipato da ben ventinove soggetti diversi.

La sede del consorzio è a Ginevra e l’organizzazione si prefigge di enucleare più di 70 realtà nel progetto, scelte negli ambiti tech e no-profit.

Queste le aziende presenti nel gruppo dei 29: Facebook, Calibra, BisonTrails, Creative Destruction, PayPal, Coinbase, MercadoPago, PayU, Uber, Mastercard, Iliad, Farfetch, Andressen Horowitz, Booking, Kiva, Women’s World Banking, Mercy Corps, Vodafone, Union Square Ventures, Ribbit Capital, Thrive Capital, Visa, Lyft, Stripe, eBay, Spotify, Anchorage e Xapo.

Come noto, è possibile osservare un novero alquanto diversificato di società aderenti a Libra, anche se è ben visibile un filo conduttore differenziale ma coerente che annoveri società di servizi finanziari (PayPal, Stripe, PayU, Visa, Mastercard), di telecomunicazioni (Vodafone, Iliad), exchange vari (Coinbase, Xapo) e il meglio che la finanza internazionale ha da offrire.

Questo fil rouge che lega la partecipazione a Libra Association è una risposta importante circa la serietà del progetto, una risposta necessaria a critiche già arrivate e che vedremo in seguito.

La sistematica del modello decisionale in seno al direttivo di Libra Association è quanto mai semplice: ogni membro del board no-profit ha un voto, mentre Facebook vanta una posizione di vantaggio perché controlla Calibra, la sussidiaria indipendente dietro al wallet ufficiale di Libra.

Calibra sarà fondamentale per la natura dei servizi che sarà in grado di offrire, nella fattispecie permettere di spendere la cripto Libra attraverso un portafoglio digitale disponibile su WhatsApp e Messenger.

Non è escluso che in futuro un simile servizio possa essere offerto anche per le carte di credito, visti i soggetti coinvolti in questa nuova avventura.

Commenti entusiasti sono arrivati dal comparto cripto. Spencer Bogart, partner di Blockchain Capital, si è così espresso nel merito: “L’impegno di Facebook nel settore ha il potenziale di divenire uno dei più importanti, o persino il più importante catalizzatore esterno per l’adozione di Bitcoin e delle altre criptovaluta nella storia di questa tecnologia”.

Non è oro tutto ciò che luccica.

Come già anticipato in calce, nonostante la portata di un simile progetto che sembra affacciarsi in maniera preponderante ma raziocinante nel panorama criptovalutario globale, non sono mancate critiche circa i rischi derivanti dalla natura di una siffatta operazione e la deriva che la stablecoin potrebbe intraprendere in futuro.

Domani resoconteremo simili critiche nel dettaglio per fornire una panoramica completa dei detrattori di Libra.

This article was originally posted on FX Empire

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