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Criptovalute statali: la nuova sfida tra Cina ed Usa

Christian Ciuffa
 

Una sfida oramai titanica tra le due maggiori potenze economiche mondiali : dalla guerra commerciale alla moneta digitale centralizzata statale.

La notizia, da parte di Pechino, della futura creazione di una moneta digitale, sotto il controllo della banca cinese (PBOC) la quale potrebbe avvalorare a breve l'utilizzo reale, ha scaturito ampio interesse tra gli investitori di tutto il mondo: infatti, come già scritto anche nell'articolo del 31 ottobre (https://www.trend-online.com/bitcoin/la-criptovaluta-cinese/), la cina vuole portare le aziende cinesi ad effettuare transazioni attraverso un sistema blockchain marchiato PRC, il quale portrebbe a sviluppare una strada che non preveda il coinvolgimento del Dollaro statunitense all'interno dell'economia e dell'industria cinese .

Questo progetto, in fase terminale, potrebbe portare ad un mutamento delle condizioni geopolitiche ed economiche nell'attuale guerra commerciale con risvolti positivi per lo stato di Pechino che risulterebbe vincente nei confronti degli Usa.

Ma ovviamente gli Stati Uniti d'America non rimarranno fermi a guardare: infatti in u na lettera delle alte sfere statunitensi indirizzata al presidente della Fed, Powell , viene comunicata la volontà dello stato americano di creare un Dollaro digitale in contrasto con lo yuan digitalizzato.

Così tra le preoccupazioni di uno sviluppo economico cinese e la convinzione che la guerra commerciale potrebbe terminare senza aver ottenuto qualcosa di concreto , gli stati uniti devono cercare di controbattere l'avanzata tecnologica ed economico-commerciale cinese, che oltretutto è il più grande fruitore della tecnologia Blockchain e detentore di enormi investimenti in criptovalute.

Ma cosa succederà al mercato delle criptovalute se Usa e Cina sforneranno le loro monete digitali?

Sicuramente le valute digitali statali porteranno ad una maggiore fiducia nell'ambito di transazioni digitali e nella tecnologia Blockchain che, a loro volta, gioveranno alle criptovalute a grande capitalizzazione, ma porteranno di certo alla disintegrazione di alcune altcoin con progetti deboli o con poco seguito.

Gli investitori, comunque, avranno l'ultima parola in quanto non tutti accetteranno le condizioni di monete centralizzate e controllate dalle banche centrali: il concetto implicito delle criptovalute è in netto contrasto con gli investimenti sotto i controlli degli stati sovrani.

Quindi la visione futura potrebbe non essere del tutto già scritta, ma potrebbe cambiare in corso d'opera, con un mercato contrastato da diverse tipologie di investitori tra cui gli stessi stati mondiali e le banche centrali.

 

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