Alitalia di nuovo in crisi nera

A distanza di quattro anni dal salvataggio, per la compagnia aerea italiana urge la ricapitalizzazione o la svendita

Non sarà un 2013 facile per Alitalia: a distanza di quattro anni dal salvataggio, grazie anche ai 3 miliardi di soldi pubblici, la compagnia vive un presente difficile. Come riporta Repubblica, la compagnia perde 630mila euro al giorno, i 735 milioni di rosso accumulati nei quattro anni di gestione privata hanno bruciato quasi tutto il capitale, la liquidità in cassa tocca i 300 milioni. E i soci non sembrano intenzionati a rimettere mano al portafoglio e ricapitalizzare l'azienda.

Le scadenze però si avvicinano: scaduto il vincolo del lock-up, il prossimo 12 gennaio gli azionisti potranno vendere le loro partecipazioni. Il futuro è in bilico e le vie percorribili non sono così tante: da un ennesimo salvataggio in salsa tricolore alla cessione ad Air France che già nel 2008 voleva rilevare la compagnia, per la bella somma di 2,4 miliardi di euro e senza spese a carico dei contribuenti. Ma così non fu, e per non lasciar andare un gioiello della corona, si decise diversamente.

Negli ultimi anni la compagnia ha dovuto confrontarsi anche con la crisi, con la concorrenza dell’alta velocità, con gli scompensi del costo oscillante del greggio: da gennaio a settembre, secondo il quotidiano di via Fochetti, l’aerolinea tricolore ha perso 173 milioni, 150 in più del 2011. L’unica in grado di mettere mani al portafoglio sembra Air France, per una cifra però che non è certo quella del 2008: i francesi hanno messo 323 dei 1,16 miliardi versati dai soci a inizio 2009: gli altri 827 erano soldi dei volenterosi di Cai.

Le ultime spiagge della situazione vedono anche la chance “societarizzazione” delle Mille Miglia, ovvero far emergere a bilancio il valore dell’asset, con una crescita virtuale di liquidità attestata sui 200 milioni.  La domanda, a distanza di anni, è sempre la stessa: non era meglio vendere ai francesi quattro anni fa? Sono domande che inseguono gli operatori dell’accordo e gli italiani fin da quando la compagnia riprese a volare con le sue ali, dopo il rischio di fallimento, sventato dalla cordata Cai in nome della continuità nel segno della bandiera.

La nuova Alitalia nasceva dall’integrazione di rami d’azienda della vecchia Alitalia e di AirOne, controllata da una compagine azionaria, la Cai, formata da 25 soci italiani che detiene in totale il 75% del capitale ed un partner straniero, Air France-Klm, col 25%. La nuova cordata ha pagato Alitalia 1.052 milioni di euro, di cui 400 in contanti. AirOne era stata invece pagata 300 milioni in contanti, di cui 60 reinvestiti in Cai. Tra debiti accumulati, prestito ponte e ammortizzatori sociali si parla di una cifra generosamente pagata dallo Stato compresa tra 3, e 3,3 miliardi di euro al netto degli introiti della gestione del commissario.

L’offerta francese avrebbe ridotto il numero degli esuberi, ma soprattutto si sarebbe fatta carico dell’intero indebitamento. Si potrebbero poi conteggiare i costi degli ammortizzatori sociali per i dipendenti, tra cassa integrazione e mobilità. Insomma, la cattiva gestione, l’intromissione della politica, erano cose presenti; poi la grande chiusura con il salvataggio ma anche le accuse di parte francese di aver gestito la questione all’italiana tra indecisione, rifiuti e colpi di scena dell’ultima ora. All’epoca "Le Monde" bollò la campagna anti Air France di Berlusconi come populista.

Ma ormai è andata così: e nel 2013 le sfide non mancano per la compagnia che secondo l’ad Andrea Ragnetti possiede "la più giovane flotta tra le compagnie europee. La sofferenza è accentuata anche dalla lotta con l’alta velocità: con l’incremento della velocità del treno sotto le due ore e mezza, la gara per accaparrarsi gli aficionados della rotta Milano-Roma rischia di farsi improponibile entro il 2016.  E il 25 gennaio è anche previsto uno sciopero di 4 ore di tutti i piloti del Gruppo Alitalia Cai, proclamato dai coordinamenti piloti di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti al termine di un incontro nel corso del quale ''Alitalia non ha fornito adeguate risposte alle criticità''' della categoria.