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Crisi dei diamanti, De Beers si butta su quelli sintetici

(Getty)

La sudafricana De Beers, la big one delle pietre preziose, si butta sui diamanti sintetici. Per cercare di contrastare il calo del mercato mondiale, l’azienda lancia una nuova linea di gioielli finti e più accessibili. La rivoluzione è soltanto all’inizio.

La svolta

Ad annunciare la svolta sono stati i vertici di De Beers: nel giro di pochi mesi il produttore sudafricano metterà sul mercato una nuova generazione di diamanti sintetici a prezzi ribassati. Un diamante naturale oggi costa 8mila dollari, la pietra artificiale del medesimo taglio ne vale 4mila. La metà. I nuovi diamanti da laboratorio prodotti da De Beers arriveranno sul mercato a circa 800 dollari a carato, con uno sconto quasi dell’80 per cento.

Il business mondiale

Il business delle pietre sintetiche vale circa 80 miliardi di dollari l’anno ma costituisce una piccola parte del comparto che resta appannaggio dei diamanti naturali. Stando a sentire la londinese Bonas & Co, il più antico intermediario del settore, l’anno scorso la produzione mondiale di diamanti è arrivata a circa 142 milioni di carati. Quella dei gioielli da laboratorio si è fermata a 4,2 milioni di carati.

La prima volta

De Beers non ha mai commercializzato pietre artificiali, anche se da anni le produce. La controllata Element Six è uno dei principali produttori al mondo di diamanti sintetici, che vengono utilizzati per scopi industriali. In Italia la notizia è stata accolta con una certa freddezza, sulla scia dei problemi legati ai diamanti da investimento.

I diamanti da investimento

Dopo la bolla dei diamanti da investimento, commercializzati da due società, con quattro banche, la Procura di Milano sta indagando per truffa. Secondo un’inchiesta del Sole 24 Ore, il valore era gonfiato rispetto a quello degli indici di riferimento.

 

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