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Canberra: "Macron conosceva da giugno i nostri dubbi sui loro sottomarini"

"La Francia era al corrente delle nostre riserve. Già a giugno le avevamo comunicate al presidente Macron". A Parigi che denuncia tradimenti e menzogne, sulla crisi dei sottomarini e del contratto saltato con il Naval Group di Cherbourg, l'Australia replica per bocca del suo primo ministro, Scott Morrison: "Avevano tutti gli elementi per comprendere che avevamo seri dubbi sul fatto che i loro sottomarini potessero rispondere ai nostri interessi strategici", ha detto. La Francia non cada poi dalle nuvole neanche per il partenariato strategico con Regno Unito e Stati Uniti, aggiunge in sostanza il premier australiano: "L'Eliseo era informato dalla vigilia dell'annuncio pubblico".

Parigi: "Con i nostri ex-parner rapporti difficili. La crisi è ora profonda"

Discordante l'interpretazione del Quai d'Orsay, che per bocca del suo numero uno parla di "menzogne, duplicità e fiducia tradita". "Ci sono state menzogne, c'è stata doppiezza, c'è stato un importante tradimento della fiducia, c'è stato disprezzo - ha detto il Ministro degli esteri francese Jean Yves Le Drian, ospite questo sabato del telegiornale della tv pubblica France 2 -. Quindi no, i nostri rapporti non vanno bene, non vanno affatto bene. E sì, c'è una crisi. C'è anzitutto un aspetto simbolico: abbiamo richiamato i nostri ambasciatori per cercare di comprendere, ma anche per mostrare ai paesi che erano nostri partner il nostro forte malcontento. Che la crisi è profonda".

La replica di Canberra: "Comunicazione trasparente, onesta e tempestiva"

L'Australia ritiene dal canto suo si aver agito in maniera onesta e trasparente e afferma di aver avvertito la Francia alla prima occasione utile. Il Ministro degli esteri francese Le Drian sembra però lasciar intendere che non finirà qui e minaccia ripercussioni sul futuro assetto strategico della Nato.

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L'ambasciatore transalpino in Australia descrive come un "enorme errore" la cancellazione a sorpresa dell'Australia di un importante contratto per la fornitura di sottomarini francesi, a favore di un accordo con gli Stati Uniti e Regno Unito, denominato AUKUS.

Il diplomatico ha lasciato il Paese in un contesto di rabbia senza precedenti tra gli alleati.

"Vorrei essere in grado di imbattermi in una macchina del tempo - afferma Jean-Pierre Thebault - farla mia e trovarmi in una situazione non così incredibile, goffa, inadeguata e poco australiana".

"La rottura del contratto? Una coltellata alla schiena"

"Una decisione eccezionale, per un atto di gravità eccezionale". Già venerdì, il Ministro degli esteri francese Le Drian aveva parlato di "coltellata alla schiena" e motivato così il richiamo degli ambasciatori da Stati Uniti e Australia, seguito all'annuncio del partenariato strategico tra i due Paesi e il Regno Unito.

Gli USA alla Francia: "Proprio perché amici, possiamo non andare sempre d'accordo"

"Possono esserci disaccordi anche tra buoni amici - la replica della rappresentante permanente USA all'ONU, Linda Thomas-Greenfield - è però nella natura stessa dell'amicizia.

Proprio perché si è amici, si può non essere d'accordo su tutto e continuare a cooperare in ambiti comuni, ed è esattamente quanto continueremo a fare con i nostri colleghi francesi, anche per smorzare qualsiasi tensione.

Non riteniamo però che queste tensioni incidano sulla natura della nostra amicizia".

56 miliardi per 12 sottomarini: in fumo il "contratto del secolo"

Celebrato dall'industria francese come "contratto del secolo" - e di un valore, oggi, di 56 miliardi di euro - il contratto firmato nel 2016 prevedeva la fornitura di 12 sottomarini prodotti dal Naval Group di Cherbourg, che ora intende chiedere "compensanzioni "importanti" a Canberra.

Sono 650 i lavoratori che lavoravano al progetto nei cantieri francesi del gruppo, per cui rappresentava il 10% del volume d'affari.

"L'impatto sarà imporante ma non rimetterà in questione la nostra sopravvivenza", il commento dell'azienda alle agenzie di stampa francesi.

Canberra: "Sono cambiati i nostri bisogni, non le nostre intenzioni"

"Sono cambiati i nostri bisogni, non le nostre intenzioni", ha detto il premier australiano Scott Morrison, motivando la rottura del contratto.

La fornitura di sottomarini viene ora infatti demandata agli Stati Uniti nel quadro dell'AUKUS, la partnership strategica stretta da Canberra con Londra e Washington, per contrastare la Cina nel Pacifico.