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Crisi di governo, è bunga bunga Ter

Stefano Baldolini
·Ufficio centrale HuffPost
·2 minuto per la lettura
Combo (Photo: )
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C’è stato un ripensamento”, e oplà, come in tutte le sessioni di mercato che si rispettino, anche quella dei senatori “europeisti” in grado di mettere in sicurezza il “governo di salvezza nazionale” evocato dal premier Conte, ha avuto nelle ore notturne uno dei momenti decisivi. È proprio tra le 21 di ieri sera e l’alba di questa mattina che è infatti saltato l’undicesimo giocatore che le cronache di questa crisi davano a sorpresa in campo – il senatore forzista Luigi Vitali detto Gino, già sottosegretario alla Giustizia nei governi Berlusconi 2 e 3 nel biennio 2004-2006, già relatore della legge ex Cirielli nota ai più come “Salva Previti”.

Uno che nel 2002 ha presentato gli emendamenti che hanno depenalizzato il reato di falso in bilancio e quattro proposte di legge per introdurre il condono fiscale (“tombale”), il condono edilizio, il condono previdenziale e quello per le sanzioni amministrative del codice della strada. Insomma, con un curriculum così, ne immaginiamo il tormento interiore nel passare direttamente alla fiducia sulla giustizia pentastellata del guardasigilli Bonafede, o all’abbraccio con l’improvviso realista Di Battista. Immaginiamo anche il contenuto delle telefonate che pare abbia ricevuto da Berlusconi in persona, e da Salvini.

Nulla di cui sorprendersi, di suk in questi giorni si è abbondantemente scritto. Certo, ci sono dettagli meravigliosi come il no di lady Mastella, la senatrice Lonardo, che non è entrata nei responsabili perché nel logo sarebbe mancato lo spazio per “Noi campani”. C’è anche uno stile diverso, più esoterico, nelle parole dei protagonisti, insomma, sarà per la perdita del contatto umano, per la prevalenza dei whatsapp, e si fatica un po’ a stargli appresso. Ma il colore abbondava anche nella prima e seconda ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.