Italia markets closed
  • FTSE MIB

    22.965,63
    -127,47 (-0,55%)
     
  • Dow Jones

    31.496,30
    +572,16 (+1,85%)
     
  • Nasdaq

    12.920,15
    +196,68 (+1,55%)
     
  • Nikkei 225

    28.864,32
    -65,78 (-0,23%)
     
  • Petrolio

    66,29
    +2,46 (+3,85%)
     
  • BTC-EUR

    41.137,47
    +547,72 (+1,35%)
     
  • CMC Crypto 200

    979,88
    +36,70 (+3,89%)
     
  • Oro

    1.696,40
    -4,30 (-0,25%)
     
  • EUR/USD

    1,1920
    -0,0059 (-0,49%)
     
  • S&P 500

    3.841,94
    +73,47 (+1,95%)
     
  • HANG SENG

    29.098,29
    -138,50 (-0,47%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.669,54
    -35,31 (-0,95%)
     
  • EUR/GBP

    0,8608
    -0,0008 (-0,09%)
     
  • EUR/CHF

    1,1098
    -0,0024 (-0,21%)
     
  • EUR/CAD

    1,5076
    -0,0085 (-0,56%)
     

Crisi di governo, quelli che...riparliamo con Renzi

Giacomo Galanti
·Giornalista, HuffPost Italia
·2 minuto per la lettura
Carelli, Gori, Madia, Nardella (Photo: HP-ANSA)
Carelli, Gori, Madia, Nardella (Photo: HP-ANSA)

Con la ricerca dei “responsabili” che non sta dando i frutti sperati, sia dal Partito democratico sia dal Movimento 5 stelle cominciano ad arrivare segnali di apertura nei confronti di Matteo Renzi e di Italia Viva. Insomma, si riparte da chi la crisi di governo l’ha aperta. Soprattutto in vista del voto di mercoledì sul ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che si annuncia assai complicato per Giuseppe Conte e il suo esecutivo. Con i numeri che potrebbero di nuovo ballare. Se però nel Pd più di un esponente non si sente di legare le sorti della maggioranza alla figura del premier attuale, tra i pentastellati l’“avvocato del popolo” resta il perno per potere andare avanti.

Partito democratico. Tra i primi a dire no agli ultimatum c’è la deputata dem Marianna Madia che spiega: “Non è verosimile proseguire a lungo con l’attuale situazione parlamentare: un gruppo eterogeneo di deputati non fa una forza politica, a prescindere dai numeri e dalle alchimie ipotizzabili. Si riparta da dove ci siamo fermati, con responsabilità, per verificare se esistono le condizioni per un rilancio. Piano vaccinale che dia certezze e garanzie, gestione della pandemia, ristori per chi ne ha diritto, la definizione del Recovery”.

Ci sono poi i sindaci come Giorgio Gori, Dario Nardella ed Emilio Del Bono che parlano di maggioranza Ursula e non chiudono la porta ai renziani. “Non penso che l’allargamento della maggioranza possa passare per una campagna acquisti - afferma il sindaco di Bergamo Gori -. Serve un nuovo governo. Un Conte-ter che possa contare su una maggioranza ampia, europeista, simile a quella che regge la commissione Ue di Ursula von der Leyen”. Un governo, spiega, che “abbia l’appoggio delle forze che hanno dato vita al Conte bis più quelle liberali e popolari presenti in Parlamento, da +Europa ad Azione a Forza Italia. Senz...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.