Crisi dell'Eurozona, le date più importanti del salvataggio nel 2012

Anche se all'inizio dell'anno non sembrava così probabile, l'Eurozona entrerà nel 2013 ancora con tutti e 17 gli Stati membri.
Numerose sono state le misure e le strade intraprese dal Presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, assieme ai ministri delle Finanze e ai Capi di Stato delle suddette Nazioni per uscire dalla crisi. Qui i momenti più salienti dell'anno che hanno determinato la situazione attuale.

E' del 9 marzo la notizia della ristrutturazione del debito della Grecia, una manovra con perdite per i creditori del 75%. Una mossa inutile se vista a lungo termine, dato che il debito sovrano ellenico ammontava a 206 miliardi di euro, ma comunque un sospiro di sollievo per molti, convinti che tale scelta avrebbe riportato un minimo di serenità almeno nei mesi a venire.

Il 12 settembre, la Corte costituzionale tedesca conferma la creazione del nuovo Fondo salva-Stati ESM e del Fiscal Compact, ad una condizione: nel dispositivo, l'impegno economico di Berlino non deve superare i 190 miliardi di euro. L'ESM entrerà in vigore l'8 ottobre, dopo la ratifica da parte di tutti i suoi Stati membri.

Una notizia politica arriva il 17 giugno con la vittoria dei conservatori in Grecia di Antonis Samaras e il suo partito "Nuova Democrazia", dopo il fallimentare tentativo da parte della sinistra Syriza di formare un governo in seguito alla prima tornata elettorale del 6 maggio. La vittoria di Samaras è indirettamente la decisione da parte di Atene di salvaguardare l'euro e rimanere così all'interno dell'Eurozona.

Leggi anche: Crisi dell'Eurozona, la timeline dei salvataggi

Il 29 giugno si inizia a parlare di vigilanza bancaria, con l'idea di trovare un supervisore unico che garantisca il salvataggio delle banche. Il primo step a tale idea verrà portato a termine soltanto il 13 dicembre, dopo mesi di negoziati, attraverso un accordo dei 27 Paesi della UE che prevede la supervisione e la vigilanza unica da parte della Banca Centrale Europea sulle banche dell'Eurozona.

"Nel nostro mandato, la Bce è pronta a fare tutto il necessario per preservare l'euro". Con questa promessa il 26 luglio Mario Draghi dà il via ad una serie di aiuti per il salvataggio dei Paesi in difficoltà, attraverso l'acquisto illimitato dei titoli di Stato con scadenza da uno a 3 anni da parte dell'Eurotower. Promessa che diventerà piano effettivo, sfidando le ritrosie della Germania, il 6 settembre, nel  piano denominato "Monetary outright transactions".

E poi numerosi vertici, accordi e disaccordi. Molte sono le situazioni incompiute che non si sa ancora se verranno portate a termine nel 2013. Come l'OMT, "Outright Monetary Transactions", detto più comunemente "piano anti spread" o "piano salva Euro", la misura ideata dalla Bce per intervenire sul debito dei paesi dell'Eurozona. Senza considerare le elezioni politiche in Italia e in Germania, che potrebbero cambiare completamente l'assetto e le decisioni economiche e finanziarie e le rispettive relazioni tra Stati. Non ci resta che aspettare.