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Cristoforetti comandante Stazione Spaziale, astronauta Guidoni: "riconoscimento per lavoro svolto"

·2 minuto per la lettura

"Sono molto felice per Samantha Cristoforetti", che sarà la prima donna europea al comando della Stazione spaziale internazionale (Iss) in occasione della Expedition 68 prevista nel 2022. "E' una grande opportunità per Cristoforetti e un riconoscimento per il lavoro svolto da più di 10 anni da quanto ha iniziato la sua carriera di astronauta. Gli faccio un grande augurio per questa sfida". Ad affermarlo all'Adnkronos è l'astronauta e astrofisico italiano Umberto Guidoni che ha partecipato nel passato a due missioni Nasa a bordo dello Space Shuttle.

Questa decisione, sottolinea Guidoni, "è anche un riconoscimento del lavoro svolto dall'Europa. Il ruolo dell'Europa per quanto riguarda i voli umani è iniziato con un po' di ritardo rispetto agli Stati Uniti e alla Russia ma ormai è un partner a tutti gli effetti dell'Iss". Anche per l'Italia, aggiunge, "è un riconoscimento del ruolo di primo piano che il nostro paese ha all'interno delll'Ue. Dopo Luca Parmitano che è stato il primo italiano al comando dell'Iss ora c'è anche Cristoforetti".

Tutto questo, sottolinea l'astronauta Guidoni, "va nella direzione del rilancio dello spazio come tema centrale dell'Europa e della comunità europea. Con Galileo, Sentinel lo spazio ora è centrale nella vita europea".

Cristoforetti, sottolinea Guidoni, arriverà in un momento di transizione dell'Iss. "La stazione spaziale internazionale - rileva l'astronauta - sta per attraversare una fase di transizione. Le cose stanno per cambiare. Negli ultimi 20 anni la Stazione spaziale si è dedicata prevalentemente alla ricerca scientifica. Adesso da fine anno e dall'inizio dell'anno prossimo, proprio nel momento in cui ci andrà Cristoforetti, nella stazione potrebbero arrivare per la prima volta dei turisti e forse anche dei registi che gireranno film. Stiamo entrando in una fase di transizione anche nel modo in cui in futuro occuperemo lo spazio. Insomma lo spazio presto non sarà solo per la ricerca ma anche per fare delle escursioni".

E' un "cambiamento positivo" ma, spiega Guidoni, "sarà necessario mantenere distinto l'aspetto turistico privato da quello istituzionale e della ricerca e dello sviluppo tecnologico. Ora abbiamo una sola stazione spaziale ma è immaginabile che in futuro ce ne saranno più di una anche forse una privata". Ora, conclude, "lo spazio è più a portata di mano. Il settore tecnologico ha raggiunto la sua maturità come 100 anni fa è successo per l'aviasione. Stiamo andando in questa direzione, lo spazio ora è più vicino al nostro pianeta".