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I criteri ESG generano valore nel segmento obbligazionario high yield

Redazione
·3 minuto per la lettura
I criteri ESG generano valore nel segmento obbligazionario high yield
I criteri ESG generano valore nel segmento obbligazionario high yield

In occasione dei tre anni del fondo Candriam Sustainable Global High Yield, la società analizza i motivi per cui la sostenibilità dovrebbe portare una sovraperformance a lungo termine delle realtà ad alto rendimento

Per definizione, gli emittenti high yield offrono un tasso di interesse superiore per compensare un rischio di default più elevato rispetto alle obbligazioni investment grade. Si potrebbe dunque pensare che tali realtà aziendali abbiano altre priorità rispetto ai fattori ESG. Tuttavia, se alcuni anni fa i criteri di sostenibilità non erano per loro un elemento prioritario, oggi gli emittenti high yield hanno preso atto che l’integrazione dei valori ambientali e sociali nei processi decisionali possono portare dei benefici a lungo termine.

I TRE ANNI DEL FONDO SOSTENIBILE

È una tesi sostenuta da Candriam, che quest’anno festeggia il terzo anniversario di Candriam Sustainable Global High Yield, il primo fondo obbligazionario high yield globale con approccio sostenibile introdotto sul mercato. Fin dalla nascita la strategia del fondo della società globale di asset management ha dimostrato come l’analisi ESG unita a una rigorosa ricerca sia in grado di produrre migliori rendimenti rettificati per il rischio. “La ragione è semplice”, spiega Candriam. “A nostro avviso gli emittenti con i rating ESG più elevati sono quelli che hanno maggiori probabilità di ripianare il proprio debito”.

CONDIZIONI DI INGRESSO

Per entrare nel fondo sostenibile di Candriam, una società deve rispettare i dieci Principi del Global Compact delle Nazioni Unite e non deve essere coinvolta nella fabbricazione o nella distribuzione di armi o in altre attività controverse. Gli emittenti vengono poi valutati usando un approccio ESG best-in-class e solamente l’80% o meno delle realtà che ottengono i punteggi migliori vengono inserite nell’universo investibile del fondo di Candriam. Nei tre anni di attività, questa strategia ha mantenuto un portafoglio focalizzato composto da 50-100 emittenti.

GLI EMITTENTI BEST-IN-CLASS

Ma come vengono identificati gli emittenti best-in-class sotto il profilo ESG? “A nostro avviso – spiega Candriam – un’azienda si qualifica come best-in-class in base alla sua capacità di creare valore integrando i fattori di sostenibilità nei suoi processi operativi e finanziari”. La società analizza le realtà high yield in base alla loro sostenibilità a lungo termine, raggruppandole in funzione del settore in cui operano, della loro ubicazione geografica e del loro modello di business.

LE CINQUE GRANDI SFIDE DELLO SVILUPPO

Candriam poi valuta l’esposizione di ciascun gruppo secondo quelle che per la società globale di asset management sono le cinque grandi sfide dello sviluppo: cambiamento climatico, risorse e rifiuti, benessere e salute, digitalizzazione e innovazione e cambiamenti demografici. “Ad esempio, nel settore dei trasporti l’aviazione ottiene un punteggio peggiore in materia di cambiamento climatico rispetto alle spedizioni”, chiarisce Candriam. “Nel settore alimentare, le aziende che producono alimenti sani ricevono una valutazione migliore rispetto a quelle che producono cibo spazzatura”. Vengono analizzati anche i rapporti delle società con stakeholder come investitori, dipendenti, clienti, fornitori, società e ambiente.

CONTESTO FAVOREVOLE PER LE HIGH YIELD

Durante la pandemia il mercato si è mostrato decisamente volatile ed è stato difficile trovare un punto di ingresso negli investimenti in realtà high yield. Ma per gli esperti di Candriam trovare il momento giusto per accedere è una strategia ormai superata: “Riteniamo che in un contesto di tassi di interesse azzerati sia perfettamente sensato per gli investitori mantenere un’allocazione strategica a questa asset class come segmento core del loro portafoglio di investimento”.