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Crypto hedge found Adaptive Capital chiude. Criptovalute e incertezza, in un mondo incerto

Fabio Carbone

Il crypto hedge found Adaptive Capital ha chiuso la sua attività ed ha restituito ai suoi investitori quello che era rimasto in cassa dopo il flash crash notturno (in Italia) avvenuto tra il 12 e 13 marzo scorso.

Secondo quanto riferisce The Block, il fondo d’investimento Adaptive Capital sarebbe stato strozzato dal blocco all’operatività messo in atto da importanti exchange di criptovalute dove il fondo operava e da altre piattaforme sulle quali svolgevano le loro attività di trading, proprio nella fase di maggiore selloff. Tali “rispettabili” exchange, dice Adaptive Capital, hanno di fatto causato le perdite al fondo perché non hanno consentito allo stesso di liquidare le loro posizioni e ridurre così le perdite.

Come riportato da molti quotidiani di settore, l’exchange BitMEX, proprio nell’ora in cui avveniva il crypto flash crash, si bloccava ufficialmente per un problema con il servizio in cloud fornito dal suo provider.

Quanto ha perso il Crypto hedge found Adaptive Capital?

Secondo The Block, Adaptive Capital avrebbe perso il 50% degli asset gestiti per conto dei clienti. Una condizione che non gli avrebbe consentito di proseguire l’attività e ha così deciso di cessare il servizio.

Il fondo però, tra dicembre 2018 e maggio 2019, aveva guadagnato il 552,77% in una fase che ricordiamo essere stata fortemente bull.

Tutti ci hanno perso in questo mondo incerto

Il crollo vistoso e generalizzato delle criptovalute ha toccato tutti gli investitori che direttamente possedevano crypto asset.

Le criptovalute sono di per sé già un mondo molto incerto e l’incertezza del mondo reale si è riverberata in una realtà dove la speculazione è tutto.

Nei giorni in cui le Borse mondiali crollavano come se non dovessero più trovare un punto d’appoggio, poi, nei mercati crypto vi è stato un vero e proprio assalto ai profitti da parte di chi sa come si fa.

Tutti quindi ci hanno perso, ma non proprio tutti.

Quali prospettive offrono le criptovalute in questo 2020 stravolto, o, per essere più ottimisti, ridisegnato?

Il 2020 delle criptovalute e del Bitcoin ridisegnato

Il punto fermo per il Bitcoin è l’halving previsto approssimativamente per il 13 maggio prossimo.

L’intervento delle Banche centrali e dei Fondi internazionali a supporto delle economie mondiali, che tutte assicurano iniezione di liquidità praticamente senza fine, ha relativamente tranquillizzato le Borse. Di conseguenza anche i mercati crypto hanno perso “l’incentivo” alla maggiore speculazione favorito dai mercati finanziari tradizionali.

Cosa potrebbe quindi accadere d’ora in avanti? Gli scenari sono riassumibili in due principali.

Scenario positivo

Il Fondo monetario internazionale ha dato una disponibilità di mille miliardi alle nazioni che ne avranno bisogno per uscire dalla crisi in corso. In Cina la Banca centrale ha iniettato liquidità e tagliato il costo del denaro e sicuramente interverrà ancora. Lo stesso hanno fatto la Fed negli USA, la Banca d’Inghilterra e la Bce che ha messo circa mille miliardi di aiuti finanziari a disposizione dei 27 Stati membri.

Una forte iniezione di denaro che dovrebbe consentire non solo di superare la crisi, ma anche di rilanciare progetti d’investimento nelle infrastrutture, e di potenziamento dei sistemi economici nazionali, che potrebbero apportare un significativo beneficio tipico dei periodi post bellici.

Le criptovalute potrebbero beneficiare di questo scenario positivo se si dovesse concretizzare.

Scenario negativo

Il prolungarsi della crisi per tutto il 2020 e scelte di politica economica nazionali e internazionali sciagurate, potrebbero condannare le criptovalute a un periodo di forte depressione dei prezzi. In questo scenario è possibile aspettarsi un bitcoin che resta basso e che oscilla fortemente fino a toccare gli stessi livelli di dicembre 2018.

This article was originally posted on FX Empire

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