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Crypto sell-off, prime 100 altcoin tutte in rosso: cosa succede?

·3 minuto per la lettura

Che strano vero? Proprio il giorno in cui tutto il mondo parla della legge di El Salvador che ufficializza bitcoin come valuta legale nel paese centroamericano, il prezzo di BTC crolla e trascina tutte le altre in un significativo sell-off che ha portato il prezzo di BTC a sfiorare i 43 mila USD su alcune piattaforme e che al momento viene scambiato a 45.573 contro il dollaro (-12,91%).

Anche il prezzo di ether (ETH) è in caduta del -12,5%, viene scambiato a 3.374 USD. E non si è salvato nemmeno il tanto osannato solana (SOL) che scende a 160,84 USD (-12,41%).

In generale tra le prime 100 altcoin per market cap, è difficile trovare crypto asset in positivo. Troviamo soltanto ALGO (+1,71%) e NEAR (+28,85%), il resto è tutto rosso ed anche molto intenso.

Cosa sta accadendo quindi? Ebbene è un po’ una storia che si ripete e che non riguarda solo le criptovalute ma i mercati finanziari in generale.

La notizia che BTC diventava moneta legale in El Salvador è stata prezzata eccessivamente. Troppa enfasi e poca lucidità sul reale impatto economico della normativa. Gli speculatori ne hanno quindi approfittato per far scattare una fase di take profit, che si è tramutata in un sell-off.

El Salvador e i problemi della sua legge

La legge entrata in vigore in El Salvador appare molto affrettata nella sua stesura, approvazione e promulgazione.

Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, che ha voluto la legge, ha fatto tutto in grande fretta e non sembra avere tenuto conto di molti aspetti nell’introduzione della criptovaluta come moneta legale nel suo paese.

Anzitutto l’infrastruttura e la formazione. Ha fatto installare 200 bitcoin ATM nel paese, ma una grossa fetta dei salvadoregni appare ancora molto legato al contante e all’amato dollaro americano. Forse serviva una maggiore informazione e formazione prima della popolazione, la quale in molte aree del paese non ha neppure una banca e che quindi non ha un minimo di educazione finanziaria.

Non è stato dato, inoltre, il tempo alle banche del paese di recepire la normativa e di adeguare i sistemi informatici. Serviva un periodo di transizione.

Ed ancora. Dov’è lo studio preliminare di fattibilità? Una scelta così importante che può avere un impatto così ampio sulla stabilità economica di El Salvador, richiedeva uno studio sull’impatto economico.

Ecco, l’intenzione è buona e lodevole ed anche un grande segno del cambiamento cui stiamo andando in contro, ma per fare un buon servizio a tutti sarebbe stato meglio procedere per gradi.

Adesso l’intero mercato delle criptovalute rischia ulteriori scossoni ribassisti se El Salvador dovesse fallire l’obiettivo ambizioso che si è prefissato con questa legge.

La SEC e le sue fobie

Il presidente della SEC americana, Gary Gensler, aveva affermato alcune settimane fa che aveva bisogno di più personale e più risorse economiche da parte del Congresso degli USA per approfondire il comparto delle criptovalute e le sue nicchie.

Pare che qualcosa deve avere ricevuto se nel giro di poco è venuta fuori la notizia sull’indagine della SEC nei confronti dei decentralized market maker come Uniswap ed altri.

Uniswap Labs è in contatto con la SEC per ammissione dei primi, ma a quanto pare anche altri DEX sono finiti sotto la lente d’ingrandimento del regolatore. Per ora si tratta solo di un’indagine conoscitiva senza accuse, ma attendiamoci una evoluzione della vicenda non in positivo, perché il “cane da guardia” USA potrebbe nei prossimi mesi accusare le società e i fondatori di queste piattaforme di non avere registrato l’attività di trading o di non avere rispettato altre leggi legate alla registrazione di titoli.

L’ultima fresca notizia che pone al centro del ring sempre la SEC, riguarda Coinbase. L’exchange aveva annunciato di voler implementare il lending sulla sua piattaforma come hanno fatto molti altri crypto exchange da tempo. Ma alla SEC neanche questo piace.

This article was originally posted on FX Empire

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