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Csel: "Stato sostenga Comuni per realizzare programmi Pnrr, serve iniezione di professionalità e competenze"

·4 minuto per la lettura

Le somme ottenute dall’Europa per sostenere la ripresa economica del Paese possono finanziare non solo riforme e nuovi investimenti, ma anche investimenti già in corso d’opera. Ciò significa che sarà necessario a livello centrale trovare soluzioni per consentire ai Comuni di potersi dedicare anche alla realizzazione di programmi di investimento riferiti ai nuovi ambiti di intervento previsti dal Pnrr, come quelli sulla digitalizzazione o sulla tutela dell’ambiente. E' quanto emerge da uno studio del Centro Studi Enti Locali (Csel) e commissionato da Adnkronos rispetto alla effettiva capacità realizzativa dei Comuni dei numerosi interventi previste nel Pnrr, basato sul documento della Corte dei Conti illustrato in commissione per l'Attuazione del federalismo fiscale.

Sul quadriennio appena trascorso (2017-2021), spiega infatti il Csel, le opere pubbliche ancora in corso (ovvero non definitivamente concluse) sono attualmente circa 41 mila per un valore che supera i 12 miliardi di euro di investimenti. Sulla base della riclassificazione operata da ricercatori del Centro Studi sono prevalentemente le opere riguardanti infrastrutture scolastiche e sociali a interessare la maggior parte delle procedure attivate, per un valore che supera di poco 4,3 miliardi in linea con la missione 4 del Pnrr. Seguono ulteriori investimenti afferenti la Missione 5 di circa 2 miliardi che riguardano prevalentemente infrastrutture pubbliche utilizzate per diverse finalità sociali, specialmente per quelle legate allo sport e al tempo libero in generale. Cumulando assieme i dati raccolti sulle opere afferenti 'scuola, sociale e sport' emerge con chiarezza che esse assorbono circa i due terzi della spesa complessiva dei Comuni.

Inoltre, ricorda il Csel, tra le missioni del Piano che vengono interessate dalle opere pubbliche analizzate, vi sono anche quelle legate alla Missione n. 2 e riguardano investimenti per la messa in sicurezza del territorio che ammontano ad oltre 2,3 miliardi. Per cui le tre missioni messe assieme (2,4,5) costituiscono ad oggi lo sforzo maggiore che i comuni hanno potuto realizzare, in termini programmazione e realizzazione di nuove opere, rappresentando oltre l’80% degli investimenti finanziati tra il 2017 ed oggi.

Se da un lato il quadro disegnato dai ricercatori offre spunti "per una programmazione attenta da parte degli organi preposti alla gestione del Piano", dall’altro cerca di analizzare l’effettiva capacità realizzativa dei Comuni. Pertanto, spiega il Csel, la ricerca nella sua seconda parte si sofferma sullo stato di realizzazione delle opere rispetto a quanto programmato originariamente dai Comuni ed appare un’immagine di un paese in alcuni casi estremamente efficiente, in particolare sullo stato di realizzazione di piccole opere, il cui valore si aggira attorno a 150 mila euro, e che sebbene avviate all’inizio dell’anno sono già in fase di esecuzione avanzata oltre i due terzi (68%); rispetto ad opere di importo più elevato afferenti il precedente triennio (2017-2019), il cui importo medio è di circa 900 mila euro, e rappresentano circa il 30% delle opere ancora in fase di progettazione sul triennio, mentre la quota restante riguarda opere il cui valore medio è nettamente inferiore, pari a 193 mila euro, di cui solo la metà in fase esecutiva avanzata.

Alla luce di tali considerazioni, i ricercatori sottolineano "l’importanza dei provvedimenti di semplificazione e stimolo agli investimenti degli enti locali messi in campo nel corso degli ultimi tempi dall’esecutivo e auspicano una rapida iniezione di professionalità e competenze negli enti locali anche facendo leva sulle numerose società partecipate dagli stessi enti, che costituiscono un valore aggiunto per raggiungere efficacemente ed in tempi brevi gli obiettivi previsti dal Piano".

Un ulteriore punto di attenzione sollevato dalla ricerca riguarda il cambio di visione che il Piano vuole portare nella programmazione degli investimenti comunali. Quantificati in circa 37 miliardi le risorse del Pnrr destinate ai comuni per i soli investimenti sulle differenti missioni del piano, appare chiaro il cambio di passo imposto ai comuni, che oltre a dover proseguire le opere già in cantiere sono chiamati a dare forte enfasi agli investimenti per la transizione ecologica dalla mobilità sostenibile alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici. Lo studio rileva che attualmente i Comuni hanno destinato del loro portafoglio progetti in essere poco meno del 35 % delle proprie risorse alle missione e componente M4C1 (Scuola e sociale) ed il 30% alle opere afferenti alla missione e componente M5C2 mentre il Pnrr destina ai medesimi interventi rispettivamente il 12% e 17% delle risorse destinate ai Comuni. Viceversa, la missione e componente M2C2 (Ambiente, Energia e Mobilità) vede un impegno molto alto sul Pnrr di oltre il 23% del complessivo stanziamento rivolto ai Comuni che vedono il loro portafoglio progetti impegnato per una quota non superiore al 7%.

Se poi si analizzano i dati di bilancio degli enti, viene confermata la tendenza in crescita di quasi tutti i comuni nel destinare sempre più risorse a nuovi investimenti, dal 2017 al 2020 la spesa è aumentata del 32% da 9,1 miliardi a oltre 12 miliardi, e parte degli investimenti annuali riprogrammati sulla base degli effettivi stati di avanzamento, attraverso il meccanismo del saldo pluriennale vincolato, e che portano i comuni a poter fare leva su cospicue risorse proprie che sul campione osservato superano 36 miliardi per il solo 2020.

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