Italia markets open in 2 hours 11 minutes
  • Dow Jones

    30.046,24
    +454,97 (+1,54%)
     
  • Nasdaq

    12.036,79
    +156,15 (+1,31%)
     
  • Nikkei 225

    26.323,80
    +158,21 (+0,60%)
     
  • EUR/USD

    1,1906
    +0,0010 (+0,08%)
     
  • BTC-EUR

    15.798,62
    -228,35 (-1,42%)
     
  • CMC Crypto 200

    372,70
    +2,95 (+0,80%)
     
  • HANG SENG

    26.703,72
    +115,52 (+0,43%)
     
  • S&P 500

    3.635,41
    +57,82 (+1,62%)
     

Cuchel (commercialisti): sospendere le procedure fallimentari

Lfe
·2 minuto per la lettura

Milano, 5 nov. (askanews) - "Se davvero vogliamo salvare decine di migliaia di aziende italiane dobbiamo senza alcun indugio procedere alla sospensione immediata delle procedure fallimentari a carico delle piccole e medie imprese, in particolare per le istanze nate dalla crisi provocata dal nuovo coronavirus", è quanto afferma Marco Cuchel, presidente dell'Associazione Nazionale Commercialisti, commentando i dati del Rapporto Cerved 2020 e della Ricerca Mc Kinsey condotta su oltre 2.200 Pmi di cinque Paesi Europei (Italia, Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna). "I numeri sono drammatici - prosegue Cuchel - ma quello che ci preoccupa maggiormente è che siamo arrivati a una dead line decisiva per l'intero sistema Paese. La metà delle imprese intervistate dichiara che non riuscirà a sopravvivere per più di un anno. In Italia il 22% del totale prevede che sarà costretta a dichiarare bancarotta entro sei mesi. Il doppio rispetto alla media europea. I segnali sono chiari e inequivocabili. Le fatture inevase sono passate dal 29% di gennaio 2020 al 45% di maggio e, salvo una breve ripresa estiva, questa percentuale è destinata a salire ulteriormente; le insolvenze globali raggiungeranno una media del 26% con un dato più severo per l'Italia e in caso di nuovo lockdown, seppur modificato, il rischio default passa dall'8,4% al 21,4%. E parliamo di dati relativi alla fine della prima ondata". "E' bene ricordare che la crisi del settore delle Pmi, aggravata dalla pandemia, può costare molto caro all'Italia in termini occupazionali - aggiunge il presidente Anc - Parliamo della perdita secca di oltre un milione di posti di lavoro se dovessero essere confermati questi dati. Un carico sociale ed economico assolutamente insostenibile. Per questo bisogna agire presto e farlo bene. Con incisività. Si rende necessaria l'estensione della platea prevista dal Dl Ristori a tutti i comparti dell'indotto, dell'intermediazione e del settore dei professionisti, che rischiano di rimanere esclusi da ogni forma di sussidio". "I commercialisti e gli esperti contabili hanno il 'polso' della situazione delle imprese molto più di ogni altra realtà professionale, - conclude Cuchel -restiamo a disposizione del governo per qualunque forma di suggerimento o analisi dettagliata. Siamo pronti, come sempre, a fare la nostra parte per salvare le piccole e medie imprese dal disastro".