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Cuneo fiscale, spesa e Iva: i dossier sul tavolo

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La commissione ad hoc per la revisione della spesa, il progetto di riforma dell'Iva per ridurre la mole annuale delle clausole di salvaguardia, lo sfoltimento delle tax expenditures, e, last but not least, visto che sarà il primo a partire, il tavolo sul taglio del cuneo fiscale da convocare entro gennaio. 

Al Mef sono in preparazione i lavori sui fascicoli 'caldi' del 2020: da quelli che vedranno luce quest'anno, come la riduzione delle tasse sul lavoro da luglio; alla predisposizione di quelli che potrebbero trovare spazio il prossimo anno, revisione spesa, rimodulazione Iva e snellimento della giungla delle oltre 600 agevolazioni/deduzioni fiscali. Intanto lunedì e martedì il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri è atteso al seminario del Pd a Rieti, occasione di confronto e scambio con i colleghi di partito sulle linee guida della politica economica dem.  

In termini di calendario, il primo dossier da definire è l'abbassamento della tassazione in busta paga che scatterà a luglio, come previsto dalla Legge di Bilancio. Il tavolo con le parti coinvolte sarà avviato entro gennaio con l'obiettivo di predisporre a stretto giro di posta il decreto attuativo e dare così tempo ai datori di lavoro di adeguarsi. La platea interessata sarebbe quella dei lavoratori con reddito tra i 26-35mila euro, estendendo dunque i beneficiari del bonus Renzi. 

"Dobbiamo decidere rapidamente a chi tagliare le tasse. L’orientamento prevalente è quello di alleggerire il carico sui lavoratori dipendenti, tra 26mila e 35mila euro di imponibile, che oggi sono fuori dagli 80 euro", ha detto in un'intervista a 'Repubblica' il viceministro al Mef Antonio Misiani. "Io credo però che bisognerebbe prestare attenzione anche ai 4 milioni di lavoratori dipendenti 'incapienti', cioè con un imponibile inferiore agli 8mila euro: ci sono giovani precari, part time involontari, fragilità vecchie e nuove del mondo del lavoro. Potremmo aiutarli sperimentando una imposta negativa, sotto forma di bonus come l’Earned Income Tax Credit di Clinton", ha aggiunto.  

E al Tesoro si inizia a lavorare alle prime simulazioni sulle possibili soluzioni per ridurre la zavorra delle clausole Iva per il 2021 superiori a 20 miliardi di euro. Tra le ipotesi, nel quadro di una riforma fiscale più ampia, una rimodulazione dell'Iva a vantaggio dei prodotti del cosiddetto carrello della spesa a fronte di un rialzo per i beni voluttuari. Il tutto accanto ad una riduzione delle tax expenditures.  

Work in progress anche per la nuova fase di spending review: dovrebbe essere infatti istituita una commissione ad hoc per riuscire nell'arduo compito di tagliare gli sprechi senza compromettere i servizi. Dovrebbero restare fuori dall'operazione scuola e sanità.  

Infine, nel dibattito politico e tecnico iniziano a emergere le prime ipotesi per il superamento di Quota 100 a partire dal 2022, quando si esaurirà la misura triennale voluta dalla Lega nel precedente governo ed evitare che dal 2023, in assenza di interventi, si torni alla rigidità della legge Fornero. Tra le opzioni di tecnici e politici lo schema Quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi) ma dai sindacati è già arrivata la levata di scudi.