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Da Altroconsumo 7 proposte politiche per le elezioni, da bollette e carovita a salute e digitalizzazione

(Adnkronos) - Carovita, inflazione e continui rincari: in un momento di incertezza come questo servono proposte coraggiose e concrete non solo per affrontare la crisi ma anche per pensare a un Paese più digitale e sostenibile. Lo afferma Altroconsumo, associazione a tutela di famiglie e consumatori. In occasione delle prossime elezioni e di fronte alle sfide che dovrà affrontare il nuovo governo, Altroconsumo si rivolge alle forze politiche con sette proposte per dare risposte ai cittadini, tra cui bollette, carburante, inflazione e digitalizzazione.

Con la crisi energetica in corso, scrive l'associazione, i consumatori si trovano ad affrontare prezzi di luce e gas insostenibili che, senza interventi concreti ed efficaci, potrebbero lievitare ancora. Per questo Altroconsumo chiede di: mantenere tutti gli strumenti che riducono gli importi delle bollette attualmente previsti, ossia azzeramento degli oneri di sistema della bolletta elettrica, Iva al 5% nella bolletta del gas; confermare la possibilità di rateizzazione delle bollette; ridurre ulteriormente la tassazione se, come purtroppo si prevede, la situazione dei prezzi dovesse peggiorare, in particolare intervenendo su accise e addizionali regionali, fino ad ora non coinvolte nei provvedimenti di riduzione; adeguare agli aumenti i bonus sociali previsti per le famiglie che ne hanno più bisogno; vigilare sulle compagnie energetiche, in particolare sul versamento delle imposte sugli extraprofitti, sui call center ingannevoli che tentano di far sottoscrivere contratti non richiesti e sull'applicazione della norma che blocca gli aumenti tariffari da parte del proprio fornitore; L'associazione propone anche di estendere la validità di questa norma contenuta nel decreto Aiuti bis fino a settembre 2023, di semplificare il mercato dell'energia: le pratiche commerciali scorrette sono possibili perché il mercato è ancora troppo complesso per i cittadini.

Al di là dell’emergenza serve un cambiamento strutturale: vanno eliminate definitivamente tutte le voci che non hanno a che fare con la fornitura, come gli oneri di sistema, vanno equiparate le aliquote dell’Iva, che a regime sono molto più alte nella fornitura gas (22%) rispetto all’elettrico (10%). Vanno eliminati gli scaglioni, per fare in modo che i prezzi applicati siano facilmente comprensibili da tutti.

In merito alla benzina, Altroconsumo afferma che il taglio di 0,25 euro delle accise prorogato dal governo fino al 5 ottobre è una misura importante ma resta insufficiente se non si trasforma in un intervento duraturo che vada ad agire direttamente sull'Iva. Pertanto l'associazione chiede: l'azzeramento dell’Iva sui carburanti per assorbire le continue variazioni al rialzo del loro costo industriale.

Nel settore dei trasporti, secondo Altroconsumo, serve lavorare per rendere il sistema più efficiente e sostenibile. Per questo l'associazione chiede: il sostegno al trasporto pubblico locale: il bonus trasporti va rinnovato per il biennio 2023-25, estendendo la sua corresponsione a un Isee massimo di 40.000 euro; allo stesso modo, l’importo riconosciuto deve esser parametrato al costo medio del trasporto pubblico locale che varia notevolmente nelle diverse zone d’Italia. Occorre un intervento sulle infrastrutture e sul parco mezzi, eliminando i veicoli più obsoleti, che consumano di più e inquinano di più; necessario, inoltre, un miglioramento dell’interoperabilità tra mezzi di spostamento; aiuti per l’acquisto di auto elettriche almeno fino al 2025 e più strutture di ricarica efficienti; per coprire gli indennizzi dovuti a ritardi e cancellazioni nel trasporto aereo va creato un fondo europeo con i contributi di tutte le compagnie aeree; inoltre è necessario creare un sistema di risoluzione extragiudiziale delle controversie come chiesto da Antitrust.

I prezzi dei prodotti alimentari continuano ad aumentare in maniera preoccupante, trainati anche dai rincari nei costi delle materie prime e dai costi energetici della produzione, afferma Altroconsumo che chiede: interventi mirati, inclusi buoni spesa per i redditi medio-bassi; erogazione dei buoni pasto in busta paga mantenendo le agevolazioni fiscali oggi previste per aziende e dipendenti. Per i consumatori che ricevono i buoni pasto dal proprio datore di lavoro, è infatti sempre più difficile spenderli in quanto spesso non accettati dagli esercenti a causa delle alte commissioni di incasso. Questo limita ancora di più l’utilizzo di una fonte economica importante per i dipendenti italiani, che potrebbero usufruirne anche per la spesa alimentare. Versare i buoni pasto direttamente in busta paga garantirebbe una entrata effettiva ai dipendenti in un momento di grave crisi economica del Paese.

L'associazione sollecita inoltre credito e aiuti dello Stato ai giovani per l’acquisto o l’affitto della casa: il 2022 si è aperto con delle misure di sostegno per i giovani under 36 che avrebbero dovuto avere accesso a una garanzia estesa del Fondo statale Consap, per ottenere con facilità mutui al 100% a tassi calmierati. Come dimostrano le inchieste di Altroconsumo, da marzo purtroppo le banche non offrono più mutui a tasso fisso e tassi variabili con difficoltà. Questo perché i mutui garantiti prevedono dei tassi calmierati che, secondo le banche, sarebbero antieconomici.

Altroconsumo invita, pertanto, a prevedere rate sostenibili per i giovani “controllate” dallo Stato. Per il 2022 sono stati stanziati 490 milioni di euro che rischiano di non essere usati. La richiesta è che questi stanziamenti, rimpinguati con altri che potrebbero essere veicolati dal Pnrr, siano usati per fare credito ai giovani per l’acquisto o per coprire i costi dell’affitto dell’abitazione principale. Occorre che lo Stato ripaghi una percentuale delle rate dei mutui garantiti o una percentuale degli affitti in un momento storico così particolare in cui la casa rischia di essere un bene inaccessibile per i giovani, in una situazione aggravata dall’inflazione e dai tassi di interesse in crescita.

Tra le priorità su cui è necessario intervenire ci sono acqua, rifiuti ed energia, secondo Altroconsumo, che sottolinea come l’Italia sia tra i Paesi che usano più risorse idriche per agricoltura. Pertanto, servono interventi per ridurre gli sprechi e le perdite della rete idrica, così come incentivi per investimenti al riuso delle acque per scopi irrigui. Gran parte delle colture agricole, inoltre, è usata per l’alimentazione animale e sull’utilizzo della risorsa idrica pesa moltissimo il consumo di carne e latticini della nostra dieta.

Risultano necessari, quindi, interventi governativi volti a favorire un maggior consumo di proteine vegetali, una scelta sostenibile sia per i consumatori sia per le risorse del pianeta e una sensibilizzazione dei cittadini al consumo potabile dell’acqua di acquedotto: le acque destinate al consumo umano sono ottime in gran parte delle regioni italiane. È necessario, quindi, avvicinare i cittadini al consumo potabile dell’acqua del rubinetto o di quella affinata localmente in “case dell’acqua”, per ridurre l’impatto ambientale dovuto al consumo di acqua minerale imbottigliata (lo chiede esplicitamente anche la nuova direttiva sulle acque potabili, recentemente varata dall’Ue). Ancora, occorrono investimenti sulla gestione dei rifiuti, che deve puntare in primo luogo al recupero di materia (riciclo) ma anche al recupero energetico e alla produzione di biometano dai residui organici, in modo che l’impegno dei cittadini nella raccolta differenziata si traduca in un vantaggio economico per il territorio.

Servono inoltre norme coerenti, con incentivi fiscali stabili per la riqualificazione energetica degli edifici. Dei 37 milioni di immobili privati presenti in Italia, 3 su 4 hanno più di 30 anni e prestazioni energetiche molto limitate. La riqualificazione energetica di un edificio costa molto e, sebbene vi siano a disposizione incentivi fiscali per farlo - un esempio è il Superbonus al 110% - la loro eccessiva frammentarietà e complessità, unita alla precarietà temporale della loro durata, rende estremamente difficile pianificare e realizzare interventi.

Per tradurre in realtà la transizione verso un sistema energetico a predominanza di energie rinnovabili, occorre semplificare e consolidare la struttura degli incentivi fiscali per gli interventi necessari, mantenendo la cessione del credito d’imposta a più livelli; in questo modo si può permettere a operatori di tutte le dimensioni di competere equamente, ampliando l’offerta a beneficio dei consumatori.

Sempre più consumatori scelgono beni e servizi online ma il rapido cambiamento non è sempre facile per tutti, evidenzia Altroconsumo, che auspica una transizione digitale che sia inclusiva per tutti i cittadini, con attenzione verso lo sviluppo di competenze digitali e possibilità di assistenza (per esempio per i servizi digitali della Pa). Allo stesso tempo, è importante garantire la cybersicurezza e che le regole della concorrenza siano rispettate nel mercato digitale da tutte le aziende e realtà che operano online.

L'associazione chiede dunque: di superare il digital divide investendo su rete e formazione, in modo da eliminare le differenze tra cittadini sia a livello territoriale sia a livello economico; estendere a tutte le Pa l’anagrafe digitale e la possibilità di delega all’uso di Spid per familiari e persone di fiducia; commissioni ridotte o nulle per chi paga con pagoPA; è ingiusto che questa importante tappa della digitalizzazione del Paese abbia colpito i cittadini che devono pagare molto più che in passato, in termini di commissioni bancarie, per i loro rapporti con la Pubblica amministrazione. Servono dunque, secondo Altroconsumo, contributi statali che permettano a ministeri, Regioni e amministrazioni pubbliche di sostenere almeno in parte le commissioni bancarie applicate ora di default ai cittadini.

E ancora: controlli sui pagamenti con Pos ma anche deduzioni per le imprese più piccole per coprirne i costi. La digitalizzazione del Paese passa per forza dai pagamenti. Le sanzioni ora previste per tutti gli esercizi commerciali e i professionisti che non accettano i pagamenti digitali vanno mantenute. Inoltre, sarebbe necessario creare un sistema unico per le segnalazioni a cui affiancare un sistema di incentivazione per i piccoli esercizi attraverso la deducibilità al 100% delle spese sostenute nel corso dei prossimi tre anni per Pos e commissioni di incasso.

Tutelare la salute deve essere una priorità dell’agenda politica, mette in rilievo Altroconsumo. Le lunghe liste d’attesa del nostro Servizio sanitario nazionale sono un problema annoso che, con il Covid, si è ulteriormente aggravato. Si stima che solo tra il 2019 e il 2020 siano state circa 30 milioni le prestazioni, tra visite ed esami, rinviate a causa della pandemia. Recuperare le prestazioni sanitarie rimaste in sospeso (con particolare attenzione a quelle legate agli screening) deve essere una delle priorità nella riorganizzazione del Servizio sanitario post-pandemia. Altroconsumo chiede quindi di: incrementare le risorse per l’abbattimento delle liste d’attesa e l’aumento dell’offerta di prestazioni sul territorio; riformare l’assistenza territoriale intervenendo sulla carenza dei medici di famiglia; il periodo della pandemia ha evidenziato l’urgenza della revisione della medicina territoriale che va implementata, modernizzata e meglio integrata con l’intera rete dell’assistenza sanitaria (ambulatori, ospedali) al fine di soddisfare con efficienza ed efficacia le necessità di salute sempre più crescenti. In questi anni, inoltre, molti medici e pediatri sono andati in pensione (o lo faranno nei prossimi anni) e non sempre sono stati sostituiti, generando così importanti disagi per le famiglie.

E ancora: accelerare il passo per una telemedicina equa e omogenea su tutto il territorio a tutela dei pazienti più fragili, soprattutto in caso di patologie croniche. Il periodo della pandemia ha evidenziato l’importanza dell’innovazione digitale come strumento essenziale per offrire un’adeguata assistenza sanitaria. Alcuni progressi sono visibili, come la dematerializzazione della ricetta elettronica e l’utilizzo del fascicolo sanitario elettronico per scaricare le certificazioni dei vaccini o gli esiti dei tamponi, ma è necessario fare di più. Ad esempio, per il momento usufruire della telemedicina (ovvero la possibilità di effettuare visite, controlli, sedute di riabilitazione a distanza), non è ugualmente garantito su tutto il territorio e rimane un privilegio solo per i pazienti di alcune regioni, quando invece dovrebbe essere uno strumento a disposizione di tutti.