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Da Cnr modello Intelligenza artificiale che sfrutta onde luminose

Red/Apa
·1 minuto per la lettura

Roma, 21 set. (askanews) - L'intelligenza artificiale in genere evoca l'immagine di una complessa rete di computer, disposti in interminabili stanze, che elaborano immense quantità di dati per le funzioni più disparate: il riconoscimento di immagini, la traduzione di testi, le strategie per sconfiggere un campione di scacchi, od ottimizzare portafogli azionari. Tuttavia, la superiorità dell'uomo rispetto alla macchina è ancora evidente se si analizza il consumo di energia necessaria per addestrare un computer, per esempio, a riconoscere un gatto da un cane e lo si rapporta ai pochi cucchiaini di zucchero che bastano al nostro cervello per fare operazioni molto più complesse, come comprendere un testo o guidare un'automobile. Il divario tra uomo e macchina è impietoso: si stima che "insegnare" a una rete neurale a compiere attività complesse inquini quanto 20 volte un essere umano in un anno. Nell'ultimo decennio, gli studi di settore si sono focalizzati su un nuovo modello d'intelligenza artificiale definito "neuromorfico", perché simile nel funzionamento al cervello umano e come tale con un consumo di energia potenzialmente molto ridotto per l'apprendimento. È in questo ambito di studi che Giulia Marcucci, Davide Pierangeli e Claudio Conti del Dipartimento di fisica della Sapienza e dell'Istituto dei sistemi complessi del Cnr, hanno proposto un modello completamente innovativo per realizzare un sistema d'intelligenza artificiale che, sfruttando la propagazione di onde luminose, è in grado di fare computazione in maniera "economica".(Segue)