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Da 'La strana manovra' al 'Conclave', le tappe

·2 minuto per la lettura

E' iniziata come una 'strana manovra' ed è finita come un 'conclave'. Si potrebbe riassumere così la legge di bilancio del 2022: un'attesa di quasi 2 mesi e l'approvazione in una seduta 'no stop' di 14 ore. Dal varo in Consiglio dei ministri sono passati due mesi senza che, in apparenza, accadesse nulla. In realtà è stata una legge di bilancio modificata dal parlamento, ma fuori dalle commissioni e dalle aule. E in una sola seduta, in poco più di mezza giornata, sono stati votati tutti gli emendamenti. Era il 28 ottobre quando il Cdm ha dato il via libera al provvedimento che stabilisce la politica economica del triennio successivo.

Una manovra che fin dall'inizio è stata concepita in modo diverso dalle precedenti perché, per effetto del combinato disposto pandemia-crescita del pil sopra le aspettative, è stato possibile coprire le misure in deficit. Ma nonostante gli oltre 32 miliardi messi a in campo per realizzare delle misure ''espansive'' il parlamento ha chiesto è ottenuto importanti aggiunte. Per vedere la versione originale, quella uscita da palazzo Chigi, c'è stata una lunga attesa. Ci sono voluti, infatti, più di 10 giorni prima di poter leggere i 218 articoli, scritti nero su bianco.

L'11 novembre finalmente il provvedimento è stato presentato a palazzo Madama, con l'assegnazione in commissione Bilancio arrivata il 16 novembre. Poi ci sono voluti altri 8 giorni per decidere chi sarebbero stati i relatori, con la scelta definitiva caduta su Daniele Pesco (M5s), Vasco Errani (Pd) e Erica Rivolta (Lega). Da quel momento in poi è stato un susseguirsi di riunioni tra maggioranza e governo, per definire le modifiche della manovra e, soprattuto, stabilire a carico di chi sarebbero state le spese.

Il parlamento, avendo a disposizione 'solo' 600 milioni di euro, ha tentato di inserire nella 'lista' del governo quanto più possibile, riuscendo a ottenere il raddoppio delle risorse per il taglio delle bollette di luce e gas, nel primo trimestre del prossimo anno, che sono passate da 2 miliardi a 3,8 miliardi. Il superbonus è stato il cavallo di battaglia della maggioranza, che ha tenuto banco fino all'ultimo nelle votazioni, con il parlamento che l'ha spuntata sul governo ottenendo l'eliminazione dei paletti previsti dalla norma uscita dal Cdm.

I senatori hanno deciso di votare in blocco tutte le modifiche, di maggioranza ed esecutivo, proprio per essere certi che le loro proposte sarebbero state inserite nella legge di bilancio. La seduta si è trasformata in un conclave , da cui i 'vescovi' entrati in commissione Bilancio la notte tra il 21 e il 22 dicembre, ne sono usciti solo dopo il via libera con mandato al relatore. I prossimi giorni si tornerà al normale iter parlamentare, con l'aula di palazzo Madama che aprirà alle 18.00 per dare il via libera al provvedimento, che dopo la pausa di Natale dovrà passare alla camera per il via libera definitivo.

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