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Da Minoli a Masi, oltre 300 autocandidature per il cda Rai

Federica Fantozzi
·Giornalista
·2 minuto per la lettura
La statua del ''Cavallo Morente'' dello scultore Francesco Messina, esposta all'esterno della sede Rai di viale Mazzini a Roma, 21 dicembre 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI (Photo: Giorgio OnoratiANSA)
La statua del ''Cavallo Morente'' dello scultore Francesco Messina, esposta all'esterno della sede Rai di viale Mazzini a Roma, 21 dicembre 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI (Photo: Giorgio OnoratiANSA)

Draghi marca le distanze da ipotetiche trame di lottizzazione, i partiti riscoprono il merito e la competenza, il Pd punta su una donna. Grandi manovre intorno alla governance Rai, in scadenza. E in attesa che la politica faccia le sue scelte, a partire da presidente e amministratore delegato, sono stati trasmessi in Parlamento i nomi delle candidature al cda della tv pubblica: 183 nomi hanno inviato il curriculum al Senato, 132 alla Camera, poiché ciascun ramo del Parlamento è titolato a scegliere due consiglieri. Diversi volti noti, ma anche molti outsider. Variegato il catalogo delle attività menzionate: non solo giornalisti e manager ma avvocati, commercialisti, musicisti, dirigenti d’azienda, docenti di diritto, costituzionalisti, direttori di banca, ingegneri, registi, sociologi, una hostess e un ispettore della polizia di Stato.

Tra i big, ci sono diversi manager che conoscono a menadito il mondo della televisione. In primis Giovanni Minoli, il creatore di “Mixer”, giornalista e conduttore poi direttore di Rai Due, Rai Tre e Rai Educational, oltre che autore di molti programmi televisivi e radiofonici. Mauro Masi, ex direttore generale Rai nel 2009 e già sottosegretario alla presidenza del consiglio con Berlusconi premier. Tullio Camiglieri, autore di saggi sulla pay-tv italiana, ex direttore delle relazioni esterne di Sky oggi capo della comunicazione di Thyssenkrupp. Curiosamente c’è anche il nome di Igor De Blasio con la dicitura “consigliere amministrazione Rai”: per il leghista, un auspicio al bis.

Tra i giornalisti legati alla Rai c’è Piero Vigorelli, prima corrispondente da Parigi del Messaggero, poi direttore dei Tg Regionali, infine passato a Mediaset dove divenne vicediretotre del Tg5, oggi in pensione. E Daniela Tagliafico, giornalista e autrice di romanzi, che nel 2004 si dimise dalla vicedirezione del Tg1 in polemica con la line...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.