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Daimler: taglierà migliaia di posti per investimenti sull'elettrico

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Dopo l'annuncio choc arrivato nei giorni scorsi da Audi (che punta a tagliare quasi 10 mila posti e ridurre la produzione in due stabilimenti) un altro big dell'industria automobilistica tedesca - Daimler - comunica l'intenzione di eliminare migliaia di posti di lavoro in tutto il mondo nei prossimi due anni, per compensare gli enormi costi di investimento nella mobilità elettrica.  

Il gruppo aveva già anticipato la volontà di eliminare circa un decimo delle posizioni manageriali a livello globale, ma ora aggiunge l'intenzione di ridurre gli organici anche sul fronte amministrativo mentre sarebbero esclusi dai tagli gli addetti agli impianti produttivi. Daimler ha concordato una 'garanzia sul lavoro' con le rappresentanze dei lavoratori, che fino alla fine del 2029 tutela da licenziamenti obbligatori il personale operativo in Germania. 

Sottolineando come "l'industria automobilistica sta attraversando la più grande trasformazione della sua storia" Daimler ha annunciato la volontà di procedere alla riduzione del personale in una "maniera socialmente responsabile" e di utilizzare "la mobilità naturale per tagliare i posti vacanti". Il gruppo automobilistico, che impiega direttamente 130.000 persone in Germania, ha aggiunto che incentivi alle dimissioni saranno offerti ai dipendenti più vicini alla pensione. 

Con questo intervento Daimler punta a ridurre entro il 2022 i costi del personale di 1,4 miliardi di euro, ma cercherà anche di ottenere ulteriori risparmi offrendo alla sua forza lavoro la possibilità di ridurre l'orario settimanale. "La riduzione della capacità non deve essere effettuata a spese dei dipendenti", ha ammonito il sindacalista Michael Brecht, presidente del comitato aziendale di Daimler, per il quale "l'obiettivo della riduzione dei costi del personale deve essere sul miglioramento dei processi e dei flussi di lavoro" anziché sull'eliminazione dei posti di lavoro. 

Come detto quello di Daimler è solo l'ultimo di una serie di interventi sulla forza lavoro del settore automobilistico in Europa. Nel giugno scorso era giunto l'annuncio choc di Ford che punta a tagliare 12 mila posti di lavoro nel continente entro la fine del 2020 con la chiusura di sei impianti su 18 (in particolare in Russia, Francia, Regno Unito, Slovacchia e Germania). In precedenza Honda aveva confermato la chiusura della storica fabbrica inglese di Swindon nel 2021, con la cancellazione di 3.500 posti di lavoro: anche in questo caso, alla base della decisione gli enormi investimenti richiesti dal passaggio alla produzione di veicoli elettrici. Fra la concorrenza premium, invece, BMW si è limitata ad annunciare la riduzione dei bonus per i lavoratori per ridurre i costi operativi del lavoro, ma senza "misure drastiche" sull'occupazione. 

L'annuncio odierno non è comunque riuscito a rilanciare le quotazioni di Daimler, che negli ultimi due anni hanno perso circa il 30 per cento: a Francoforte il titolo viaggia intorno ai 51,50 euro, con un calo di circa lo 0,60% sulla chiusura di ieri.