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Dal Pino: "Ritardo epocale per gli stadi in Italia. Guardate il Franchi"

Alessio Eremita
·1 minuto per la lettura

Paolo Dal Pino, presidente della Lega Serie A, è intervenuto ai microfoni di Radio Deejay per fare chiarezza sulla costruzione di stadi nuovi in Italia. Queste le sue dichiarazioni in riferimento alle difficoltà incontrate da Rocco Commisso, numero uno della Fiorentina, per il restyling del Franchi.

ITER BUROCRATICI - “In Italia i tempi medi per costruire un nuovo impianto variano tra gli 8 e i 10 anni, in Europa ne servono solo 2 o 3. Parliamo di un ritardo epocale, abbiamo una complessità enorme, servono 7 fasi di autorizzazioni e all’estero invece 2/3”.

Italy v Estonia - International Friendly | Claudio Villa/Getty Images
Italy v Estonia - International Friendly | Claudio Villa/Getty Images

VANTAGGI - “Ci sono alcuni casi di grande successo in Italia. I nuovi stadi garantirebbero nuove occupazioni a livello lavorativo e anche maggiore sicurezza, oltre a nuove entrate fiscali per lo stato. Non capisco perché non si segua questo procedimento virtuoso. Siamo disposti, come club, ad investire nei prossimi 10 anni fino 4,5 miliardi di euro con 25mila posti di lavoro e un gettito fiscale di oltre 3 miliardi”.

FRANCHI DI FIRENZE - “L’esempio di Firenze è emblematico. Era partito con entusiasmo e invece ci dobbiamo nascondere dietro a complessi burocratici. L’Italia ha bisogno di creatività ed energie, dobbiamo rinnovarci e lavorare insieme. Se vogliamo avere energie, non le otteniamo con i ‘no’ o senza dialogo”.

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