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Dalla distruzione creativa uno slancio allo spirito imprenditoriale e all’ESG

Leo Campagna
·3 minuti per la lettura
Dalla distruzione creativa uno slancio allo spirito imprenditoriale e all’ESG
Dalla distruzione creativa uno slancio allo spirito imprenditoriale e all’ESG

Kristina Hooper (Invesco) suggerisce di guardare oltre agli effetti immediati della pandemia e della distruzione creativa e spiega perché assumere un atteggiamento più costruttivo nei confronti dell’economia e dei mercati

È probabile che in questo autunno si registri, almeno in alcune aree del mondo, una qualche attenuazione della crescita economica e una ripresa dei contagi da Covid-19. Tuttavia Kristina Hooper, Chief Global Market Strategist di Invesco, suggerisce di guardare oltre e cercare di avere un atteggiamento più costruttivo nei confronti dell’economia e dei mercati. “Questa crisi sta creando un’ampia serie di opportunità di crescita futura. Gli investitori a lungo termine farebbero bene a concentrarsi sull’innovazione che emerge dalla distruzione causata dalla pandemia”, dichiara l’esperta.

UN’EVOLUZIONE IN POCHI MESI INVECE CHE MOLTI ANNI

Se da un lato, fa notare Hooper, l’emergenza sanitaria ha accelerato il processo di distruzione creativa, accorciando a pochi mesi un’evoluzione che sarebbe prevedibilmente durata molti anni, dall’altro la distruzione economica creata dalla pandemia presenta incoraggianti indizi che fanno pensare che possa trasformarsi in un enorme progresso e innovazione.

IL CONCETTO DI DISTRUZIONE CREATIVA DI SCHUMPETER

La strategist di Invesco non vuole certo minimizzare gli effetti della distruzione creativa, il concetto introdotto dall’economista Joseph Schumpeter secondo cui il processo di mutazione industriale che rivoluziona costantemente la struttura economica si sviluppa in modo incessante dall’interno, distruggendo la vecchia e creandone una nuova. La convinzione di Hooper è che dalla devastazione della perdita di posti di lavoro, distruzione di imprese e scomparsa di settori possano crescere economie più produttive e ricche, permettendo ai cittadini di beneficiare di prodotti nuovi e di qualità, settimane lavorative più brevi, posti di lavoro più confortevoli e standard di vita più elevati. Due importanti risvolti positivi si possono già oggi delineare: ESG e spirito imprenditoriale.

FOCUS SULLE TEMATICHE ESG

“La pandemia e la conseguente recessione economica hanno evidenziato che cresce l’attenzione sulle tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG). Una tendenza che potrebbe trasformare questa recessione profonda in un momento di “distruzione creativa” positiva, in cui è possibile generare un’economia migliore e più ecosostenibile”, riferisce l’esperta di Invesco. Un fenomeno che vede l’Unione Europea (UE) protagonista con i leader del Vecchio Continente che si sono già dichiarati disponibili a destinare almeno il 30% del pacchetto di stimoli da 750 miliardi di euro a investimenti sostenibili nel quadro di misure volte a supportare la ricostruzione economica in ottica ESG. Inoltre, nei giorni scorsi, il commissario europeo al bilancio UE ha rivelato al Financial Times che l’UE sta esplorando la possibilità di collocare sul mercato obbligazioni ‘verdi’ (green bond).

UN SIGNIFICATIVO AUMENTO DELLE PMI NEGLI USA

In parallelo, si registra un significativo aumento della creazione di piccole imprese negli USA, che potrebbe essere frutto anche di cambiamenti positivi e di una innovazione virtuosa. Secondo l’US Census Bureau, dall’inizio del 2020 la creazione di imprese è finora aumentata del 96% su base annua. Conferme puntuali arrivano dal Birmingham Business Journal, secondo cui l’incremento delle domande di costituzione di imprese nello stato dell’Alabama sarebbe da ricondurre a soluzioni imprenditoriali innovative ai problemi creati dal Covid-19. Ancora più indicativa la crescita delle domande di nuove imprese nel Michigan: nel 2019 John Dearie, fondatore del Center for American Entrepreneurship, preoccupato per la penuria di nuove imprese, dichiarava che il calo delle percentuali di startup equivale in pratica a un’emergenza nazionale, mentre i dati di agosto 2020 hanno segnalato un incremento del 123% su base annua, in gran parte iniziato a fine giugno.