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Dalla riunione cominciata oggi si attende una Fed ancora accomodante

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Dalla riunione cominciata oggi si attende una Fed ancora accomodante
Dalla riunione cominciata oggi si attende una Fed ancora accomodante

Nella riunione del FOMC della Federal Reserve, in programma oggi e domani, Franck Dixmier (Allianz Global Investors) prevede una banca centrale Usa in “pausa” che aiuta i mercati a rimanere stabili

Nessun annuncio importante con la massima attenzione a non lasciare margini di ambiguità sulla continuità della propria politica monetaria accomodante. È questo, in estrema sintesi, quanto si aspetta, da parte della Federal Reserve statunitense, Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income di Allianz Global Investors, in vista della riunione della prossima riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) in programma oggi e domani.

LE PROSPETTIVE PER L’OCCUPAZIONE SONO ANCORA MOLTO DEPRESSE

“Come annunciato nella precedente riunione del FOMC di dicembre, la Fed attenderà progressi significativi sui suoi due obiettivi - piena occupazione e inflazione - prima di procedere con la sua politica. Se non si può escludere un aumento del tasso di inflazione nel 2021, al contrario le prospettive per l'occupazione sono ancora molto depresse”, spiega il manager di Allianz Global Investors.

LA FED HA BISOGNO DI TEMPO

La banca centrale statunitense ha bisogno di tempo per riconsiderare le proprie previsioni sulle conseguenze della crisi economica, sulla campagna di vaccinazione contro il coronavirus e sull'impatto del pacchetto di bilancio votato dal Congresso a fine dicembre. In parallelo il neopresidente Joe Biden ha annunciato un piano di salvataggio economico pochi giorni prima della sua investitura mentre la pandemia continuava a diffondersi nel paese.

FOCUS SULLA COMUNICAZIONE DI POWELL

Tuttavia, nonostante tutti questi fattori attenuanti, gli investitori esamineranno in modo scrupoloso la comunicazione del presidente della Fed Jerome Powell, in particolare sul possibile tapering (rallentamento degli acquisti di asset). “Il dibattito è già iniziato nei mercati che sembrano convinti che la prossima mossa della Fed possa essere “fare di meno” piuttosto che “di più”. Qualsiasi cambiamento nel regime di politica monetaria rappresenterebbe un passo significativo per gli investitori e le dolorose esperienze di tapering del 2013 e del 2018 sono ancora fresche nella memoria di tutti”, avverte Dixmier, secondo il quale gli investitori saranno alla ricerca del minimo segnale che le discussioni in merito siano già iniziate in seno alla stessa banca centrale.

NON È IL MOMENTO DI PARLARE DI TAPERING

Powell, tuttavia, è pienamente consapevole dei rischi di una comunicazione prematura sull'argomento, che porterebbe a tensioni sui tassi e ad un inasprimento delle condizioni finanziarie mentre l'economia americana è ancora fragile. Il numero uno della Federal Reserve in un discorso a Princeton il 14 gennaio scorso, ha infatti affermato che "non è il momento di discutere un'uscita dal programma di riacquisto di asset mensili da 120 miliardi di dollari", e dovrebbe ripetere lo stesso concetto nel discorso alla riunione del FOMC.

NESSUN RIALZO DEI TASSI USA PRIMA DEL 2023

“Se il rimbalzo economico si materializzerà nella seconda metà dell'anno e se la campagna di vaccinazione consentirà una ripresa dei consumi è probabile che la Fed possa iniziare a comunicare un rallentamento nel suo programma di acquisto di asset alla fine dell'anno. La sequenza della exit policy della Fed è già stata specificata: la banca centrale Usa prima rallenterà gli acquisti, poi li fermerà. Solo allora si potrà prevedere un rialzo dei tassi di interesse, che non è previsto prima del 2023”, puntualizza Dixmier.

I MERCATI DOVREBBERO RIMANERE STABILI

Alla luce del probabile messaggio di continuità della Fed nella sua politica monetaria, il Global CIO Fixed Income di Allianz Global Investors prevede che i mercati possano rimanere stabili, e conclude: ”Le tensioni sui tassi a lungo termine sorte in seguito alle elezioni del Senato degli Stati Uniti in Georgia, che potevano segnalare una politica fiscale più aggressiva del previsto, si sono in qualche modo attenuate mentre i tassi di interesse a breve termine rimangono fortemente ingessati”.